LUCCA. Si è messo in moto il gruppo di lavoro nell'ambito del progetto "via della Seta" in Italia, promosso dall'Unesco, dal ministero dei Beni culturali in collaborazione con il centro studi Martino Martini per una possibile candidatura come patrimonio dell'umanità di Lucca come una delle capitali della seta in Europa durante il Medioevo. Il sindaco Mauro Favilla ha creato un gruppo di lavoro con membri di Comune, Soprintendenza e Archivio di Stato, oltre ad alcuni esperti del settore. Lo scopo è creare un dossier quanto più ricco e corposo possibile per sostenere la candidatura. L'ambito "bollino" dell'Unesco può portare indubbi vantaggi al turismo e all'immagine della città, anche se dopo il cambiamento dei criteri e il contingentamento delle candidature la strada è più lunga e difficile. Ma ci sono concrete possibilità secondo l'architetto Manuel Guido, responsabile della Liste Patrimoni dell'Umanità e direttore generale dell'Ufficio Unesco. «Il percorso della candidatura va avanti e poco tempo fa alcuni nostri esperti hanno effettuato una visita dei siti lucchesi oggetto della candidatura. L'esito - dice Favilla - è stato positivo e ci sono indubbiamente elementi favorevoli. Ora le fasi operative sono tre: l'individuazione delle strutture e degli edifici suscettibili di entrare a fare parte del patrimonio in quanto emblematici della produzione e del commercio della seta, uno studio di fattibilità di restauro e valorizzazione dei luoghi per ricavarne spazi dove svolgere attività culturali permanenti o temporanee; la preparazione di un dossier da sottoporre all'Unesco per inserire Lucca nel progetto generale della via della Seta che si snoda lungo una linea immaginaria con punti cardinali, oltre alla città delle Mura, Venezia e Xi'an, in Cina». Entro la fine dell'anno - conclude il sindaco «i risultati di questa ricerca preliminare saranno utilizzati per definire il report generale con la proposta dei luoghi da tutelare e valorizzare, sia per realizzare un numero speciale della rivista semestrale "Sulla via del Catai", organo ufficiale del centro studi Martini».