Viaggio nel cantiere: ora cè un cratere di 11 metri La "casbah di vetro" dovrebbe essere finita ad aprile 2011 ma ci sono forti dubbi su questa scadenza. Già tramontato il Museo della fotografia Nel 1989 il complesso in disuso acquistato dal Comune ospitò il congresso del Psi con la piramide di Panseca. Nel 2000 il concorso per il restauro Camion e ruspe allopera nel recinto fra le vie Savona, Bergognone e Stendhal in cui nascerà la Città delle Culture ILARIA CARRA (segue dalla prima di Milano) Si deve scendere fino a undici metri di profondità: solo allora le ruspe si fermeranno e si potrà cominciare davvero a costruire la grande Babele disegnata dallarchistar inglese David Chipperfield e attesa da anni nellarea dellex Ansaldo di via Bergognone: la Città delle Culture che ospiterà migliaia di opere darte da tutto il mondo in un Centro delle culture extraeuropee, oltre al laboratorio di marionette dei fratelli Colla in un edificio separato. Ogni tanto i muratori aprono il portone per consentire il via vai di camion che portano il "misto ghiaia" nei vari siti di smaltimento del Milanese. Puliscono la strada spesso, lì al cantiere. I mezzi sono anche un centinaio ogni giorno. E solo allora, a portone spalancato su via Tortona, sintravede il terreno racchiuso nel quadrilatero tra le vie Bergognone, Savona e Stendhal. Al cratere fanno da paravento capannoni e loft da preservare: lì si trovano tecnici e artisti del Teatro alla Scala che producono, allombra dellex fabbrica, scenografie e costumi per gli spettacoli al Piermarini. Chiusa nel 1986, lex Ansaldo tre anni più tardi viene acquistata dal Comune e il Psi di Craxi vi celebra un memorabile congresso. Poi, però, il silenzio. Dopo la vittoria di Chipperfield nel concorso di idee per riqualificare larea, nel 2000, i soldi non si trovano subito. E lavvio dei lavori arriva solo due anni fa. «Il maggior intervento di riqualificazione culturale a Milano negli ultimi cinquantanni», comè stato definito più volte da Palazzo Marino, è stato promesso alla città, completo, tra un anno giusto. Ma non essendo la prima volta che ci si spende in rassicurazioni su questo fronte, occorre forse qualche cautela. Perché a dieci anni dal primo annuncio il Comune assicura che i tempi saranno rispettati ma chi ci lavora, nel cantiere, qualche dubbio ce lha. Lo scavo non finirà prima di un paio di mesi. Si è già demolito il capannone centrale, ma le bonifiche sono andate per le lunghe e sarà difficile non andare oltre quel termine dell11 aprile 2011 indicato, oggi, come "consegna lavori". Dopotutto lì si è partiti da un semplice controllo delle fognature per poi trovarsi a dover bonificare quasi ottantanni di gasolio e metalli della passata attività elettromeccanica. Resti della produzione di dinamo, motori e trasformatori su cui si ergerà «un fiore con i petali che sirradiano nelle sale», come promette Chipperfield. La nuova Ansaldo sarà una grande casbah di vetro pensata anche per le comunità straniere. Due i lotti previsti per il nuovo polo culturale di Milano: il primo è quello a cui si lavora oggi, 45 milioni e rotti per ricavare il nuovo Centro delle ulture extraeuropee che fascerà la piazza di vetro e cristallo, in quellarea di cinquemila metri quadri che era la vecchia mensa aziendale. Tre sale per collezioni africane, asiatiche e americane più auditorium, laboratori e caffè per tremila opere darte mediorientali, indiane, cinesi, ma anche armi, strumenti musicali, ceramiche oggi nascoste nei depositi del castello Sforzesco. «Restituiamo alla città unarea di grande valore storico - dice lassessore ai Lavori pubblici Bruno Simini - costruendo il primo museo di Milano del XXI secolo e riordinando parte del patrimonio artistico comunale. Sarà un nuovo polo di attrazione senza paragoni in Europa che proietterà Milano nel cuore della cultura internazionale». In futuro dovrebbero arrivare anche le collezioni etrusche e preclassiche, in un nuovo Museo archeologico, e il Centro studi arti visive (il Casva) per mettere assieme una volta per tutte la Biblioteca darte, quella archeologica e quella numismatica dello Sforzesco e lEmeroteca darte di via Cimarosa. Ma per questo lotto i soldi ancora non ci sono. Così come mancano per lannunciato Museo della fotografia voluto dal presidente della Triennale Davide Rampello che per quel grande progetto aveva già trovato un nome, Triennale Immagine. «Il museo della fotografia - spiega Rampello - per ora è accantonato perché il governo, contrariamente alle promesse fatte, non ha stanziato circa venti milioni per le celebrazione dei 150 anni dellUnità dItalia. Noi però continuiamo a perseguire il nostro progetto e cercheremo il modo di farlo comunque: Milano lo merita e ne ha bisogno».