Il legale: forti discrepanze tra il prezzo pattuito e le valutazioni di mercato Si profila una class action contro FMR-Artè, la casa darte di Villanova di Castenaso che in passato ha già subìto altre cause, avanzate da clienti insoddisfatti per la presunta svalorizzazione delle opere acquistate. Alcuni acquirenti - di ogni parte dItalia, dallEmilia alla Sicilia - si sono rivolti allavvocato bolognese Giulio Volpe per chiamare in causa lazienda rispetto a «libri di artista» che è stato impossibile rivendere o a opere grafiche a tiratura seriale che, mostrate a galleristi ed esperti, sono state stimate di valore di mercato inferiore al prezzo stabilito dai venditori, anzi "art promoter", di Artè. «Dai racconti ricevuti dai clienti - dice lavvocato, esperto di diritto dellarte, ex consigliere del ministro dei Beni Culturali Antonio Paolucci e docente in vari atenei - sembrano emergere forti discrepanze tra il prezzo pattuito e le valutazioni di mercato, che pur considerando una certa aleatorietà, non possono mancare di punti di riferimento. Se una opera grafica viene comunemente trattata per centinaia di euro di valore, non si può invece venderla per migliaia». Per quanto riguarda i libri darte, che sono delle vere e proprie invenzioni della casa darte (famoso il regalo offerto dal presidente Berlusconi ai capi di Stato allAquila), nonostante la promessa che verrebbero rivalutati anno dopo anno e altrettanto facilmente rivenduti, gli acquirenti invece avrebbero trovato la strada sbarrata, arrivando alla conclusione che tali opere di alto artigianato, definite darte, non abbiano un vero mercato. I clienti mettono in discussione anche le modalità di vendita, definite «aggressive», con un approccio molto «emozionale» da parte degli "art promoter" di Artè, che dopo un contatto telefonico incontrano i clienti «a quanto risulta, cercando in ogni modo di convincere allacquisto alla prima seduta, anche facendo riferimento allapprezzamento che di opere religiose hanno fatto in Vaticano o per altro verso di godere dellappoggio del governo», riferisce lavvocato Volpe.