La prima pietra sarà posata col nuovo assessore regionale, ma intanto si scava: pronto alla fine del 2012 PA. NE. L'incandescente polemica di questi giorni tra il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, e il nuovo presidente della Regione, Enrico Rossi, sulle intercettazioni nel processo del 2007 sui presunti favoritismi per il nuovo ospedale ha riportato l'attenzione sull'oggetto del contendere, per l'appunto il nuovo ospedale. In molti si saranno chiesti che fine ha fatto quella che doveva essere l'opera pubblica più importante del primo decennio del nuovo millennio, e che per i noti intoppi amministrativi sarà la più importante del secondo decennio. A quasi sette anni dall'avvio della procedura di project financing, che consentirà ai privati di gestire i servizi non sanitari per 19 anni, la prima pietra dell'opera non è stata ancora messa. Ma i lavori sono iniziati alla chetichella, senza tante fanfare. A fine novembre il direttore generale dell'Asl, Bruno Cravedi, aveva annunciato che i lavori nell'area adiacente a via Ciulli sarebbero partiti nel giro di un mese, e in effetti prima di Natale il cantiere è stato consegnato ai costruttori Astaldi-Techint-Pizzarotti, ma quasi nessuno se n'è accorto. Nel frattempo i primi operai si sono dati da fare. «Il cantiere è montato - riassume l'ingegner Gavazzi, che segue i lavori per conto dell'Asl - La recinzione è quasi terminata, sono state montate due gru e per la terza è in corso la gettata di cemento. Lo scavo delle fondamenta è stato realizzato per due terzi». Dopo una sequela infinita di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, l'ultimo ostacolo è arrivato dall'antica Roma, il ritrovamento di un pezzo di strada e di alcune fornaci di età imperiale nell'area dell'intervento. «Ma abbiamo ottenuto lo svincolo della Soprintendenza - spiega Gavazzi - e stiamo mettendo in sicurezza gli archi delle fornaci». Allo stesso tempo si cerca un finanziatore per farne un percorso museale riservato alle scuole: invece del solito pratino, accanto all'ospedale ci sarà un ricordo del passato. In questi casi i politici fanno la fila per posare la prima pietra, ma stavolta ci si sono messe di mezzo le elezioni, e così anziché far tagliare il nastro all'assessore Rossi, destinato a diventare presidente, si è preferito attendere l'esito della consultazione. Sarà probabilmente il successore di Rossi a posare la simbolica prima pietra, tra qualche settimana. Si prevede che l'ospedale sarà pronto entro il 2012, giusto in tempo per la fine del mondo profetizzata dai Maya. E se la profezia non dovesse avverarsi, per 19 anni saranno i privati a gestire i servizi non sanitari, la lavanderia, le pulizie, la ristorazione, lo stoccaggio rifiuti, l'edicola, il bar. Questo dovrebbe essere anche un incentivo per evitare che i lavori si allunghino. «C'è un precedente confortante - osserva Claudio Sarti, che per l'Asl ha seguito la progettazione - A Mestre gli stessi soggetti (Astaldi-Techint-Pizzarotti) hanno consegnato l'ospedale con sei mesi di anticipo». Cioè, prima si finisce e prima si rientra dell'investimento. Gli accordi prevederebbero che i nuovi ospedali (Prato, Pistoia, Lucca e Massa) debbano essere fatti tutti insieme. A Lucca sono un po' indietro, ma questo non dovrebbe rallentare i lavori a Prato. La questione più complicata sarà il trasferimento di arredi e macchinari quando l'ospedale sarà finito, senza interrompere alcun servizio, ma per quello c'è tempo, nel 2012, fine del mondo permettendo.