Cenacolo e Pinacoteca saranno aperti nel giorno di Pasqua e di Pasquetta, la trattativa tra ministero e sindacati è andata ieri a buon fine. Lapertura straordinaria dei beni Lunedì dellAngelo, oggetto della contesa, ci sarà anche nelle altre sedi museali delle sovrintendenza milanesi. Si chiude quindi positivamente una vicenda che era iniziata da una mossa dura dei sindacati. Si erano rifiutati di firmare laccordo per lapertura straordinaria (una prassi consolidata per consentire durante il giorno di riposo dei musei, il lunedì, lingresso al pubblico in occasioni particolari), preoccupati del pignoramento dei fondi del Mibac in Lombardia, avvenuto il 23 febbraio, e dellassenza di soldi nelle casse. Trentadue milioni di euro bloccati in Banca dItalia per effetto di una complicatissima causa, risalente al 1974, tra ministero e alcuni privati, proprietari di unarea vicino ad Avellino, espropriata in quanto sito archeologico dellurbe romana. Un contenzioso dai contorni molto contorti, in cui il ministero si è trovato invischiato senza averne colpa, tanto da presentare due giorni fa un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per lo sblocco del pignoramento. Una udienza, già fissata per il 7 aprile, dovrebbe portare a conseguenze positive per lintricata faccenda. Intanto i sindacati hanno voluto essere rassicurati. E ieri, nellincontro con il direttore generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, Mario Resca, i sovrintendenti Sandrina Bandera e Alberto Artioli, hanno ottenuto i pagamenti degli arretrati, lassicurazione per quelli futuri, oltre alla certezza che lamministrazione centrale pagherà direttamente bollette e altre spese necessarie finchè la situazione pignoramento non verrà risolta. «Sindacato e lavoratori non hanno mai operato per chiudere il Cenacolo e Brera - spiega Gianfranco Cerasoli della Uil - Beni Culturali - al contrario si sono sempre preoccupati di dare sostanza alla risoluzione dei problemi». «Se non avessimo tirato fuori la questione - aggiunge Misia Fasano della Uil - a queste soluzioni non ci avrebbe pensato nessuno. Abbiamo dovuto alzare la voce per garantire la funzionalità dei servizi». Soddisfatto anche il ministro Sandro Bondi, che ha ringraziato «personale e sindacati per la sensibilità e il senso di responsabilità dimostrati». (a.ci.)