Dalla locandina dellultimo spettacolo al San Carlo sotto i Borboni alle tabelle stradali. "Pronto a donare tutto" «Qui non entra nulla se non ha minimo 70 anni. Gli oggetti che colleziono devono almeno essersi fatti una guerra», sentenzia severo Gaetano Bonelli. Luomo che ha la storia di Napoli dentro casa. Una raccolta di diecimila cimeli divisi in varie categorie. Dal teatro ai trasporti, dalla letteratura alleconomia. E che cimeli. Roba da record. Gaetano possiede latto dello stato di famiglia di Achille Lauro. E la locandina dellultimo spettacolo al San Carlo sotto i Borboni, seguito dalla prima depoca unitaria. Ti aggiri nel corridoio e sulla mensola di una libreria trovi le matrici delle carte da gioco dellOttocento, fuori al balcone riposa un segnale stradale che nel Settecento indicava Vico della Neve a Materdei. La più antica cartella per tombola e il manoscritto originale de "La Tiorba a taccone", il primo libro in napoletano. Ma elencarne solo una minima parte è impossibile. Gaetano li raccoglie da trentanni e lui non ne ha nemmeno quaranta. Spende 5000 euro lanno, e la sua è una famiglia normale. Ma, si sa, alla passione non si comanda. Il collezionista che ti fa il museo in casa si rifornisce in mercati dellusato o presso circuiti di "pusher", come li definisce. Collezionare è la sua droga: "Conoscendo la storia e la nobiltà di Napoli possiamo riapprenderne la dignità", assicura. E spera di aprire un Museo della Memoria di Napoli, «perché non sono un collezionista geloso e poi qui non cè più posto. Questi oggetti appartengono a tutta la città. Li donerò appena dimostreranno di ascoltare i miei ripetuti appelli per listituzione di un museo». La sua materia di ricerca Gaetano, già ai tempi delle scuole medie quando consumava i libri di storia dellarte, lha battezzata la Napoletanistica. Larchiviazione di una sterminata serie di frammenti del passato partenopeo. Che spesso raccontano di più del gioiello dantiquariato. Parla da sola, ad esempio, una scatola di legno con i nomi delle stanze di una casa. È un rudimentale strumento di segnalazione elettrica con cui i nobili dell800 comunicavano alla servitù in che area della magione si trovavano. Nei manifesti di spettacolo ci si perde: Gaetano è riuscito ad ottenerne lotti interi, antichissimi, che recitano "Si principia alle otto e tre quarti ora di Francia" al Real Teatro del Fondo, poi Mercadante. Di locandine ha la maggiore raccolta di epoca preborbonica e quella riferita al Massimo napoletano. Le circensi sono le più divertenti, promettono "esibizioni della tigre del Bengal e del Senegal, il quadrupede più feroce del globo. E prove di forza mascellare". Si nota lannuncio del primo volo aerostatico di monsieur Guillot, anno 1848. Tra i manifesti teatrali spunta anche un ormai scomparso Teatro de Fiorentini. Il resto delle categorie di raccolta variano. Ci sono le classiche come numismatica, filatelia ed editoria. E meno classiche, i "Primati partenopei", lurbanistica, la storia del Banco di Napoli. Gaetano di professione fa il consulente alla comunicazione e il giornalista. Non ha raccolto solo testimonianze ma anche elogi, anche autorevoli. Il suo fiore allocchiello è un calendario del 1823 del Regno delle Due Sicilie, uno dei primi esempi di tipo moderno. Con giorni della settimana, santi e feste comandate. Nel riquadro in bella mostra allingresso, lallegoria dei leoni e della lupa circondano un altro indizio di modernità: «Nel calendario cè persino una donna discinta», scherza, riferendosi ad una castissima immagine femminile in effigie.
NAPOLI - La memoria abita a casa Bonelli. Un museo privato raccoglie migliaia di cimeli sulla storia di Napoli
Gaetano Bonelli, un uomo di 70 anni, colleziona oggetti che rievocano la storia di Napoli. La sua collezione, che comprende oltre 10.000 cimeli, è divisa in varie categorie, tra cui teatro, trasporti, letteratura e economia. Il suo obiettivo è quello di creare un museo della memoria di Napoli, dove poter esporre i suoi cimeli e condividerli con la città. Gaetano raccoglie gli oggetti da mercati dellusato e presso circuiti di "pusher", e spende 5.000 euro all'anno per acquistare nuovi oggetti. La sua materia di ricerca è la Napoletanistica, che studia la storia e la nobiltà di Napoli.
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