Mossa a sorpresa dinanzi al Tar. Gli ambientalisti: «Siamo sbalorditi» CISTERNINO Con un atto formale presentato lo scorso 17 marzo dall'Avvocatura dello Stato, la Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia ha chiesto al Tar di Lecce di non ammettere il ricorso presentato da un privato contro la costruzione della Strada dei Colli. L'ente di protezione per i beni archeologici si schiera dunque a favore della costruzione del tratto che collega Ostuni a Cisternino nonostante la motivazione con cui il tribunale amministrativo aveva emanato la sospensiva proprio perché riteneva che, nel progetto presentato dal comune di Cisternino, non si tenesse in debito conto il parere della Soprintendenza che ritiene alcune di quelle aree da tutelare. L'ordinanza con cui il Tar ha sospeso la realizzazione dei 5 chilometri d'asfalto con doppio senso di marcia sulla provinciale 18, che gli enti locali vorrebbero rimodernare ed adeguare alla mole di traffico. La Strada dei Colli però, che attraversa le campagne tra i due comuni brindisini di Ostuni e Fasano, rappresenta un tratto antico fatto di curve e dislivelli ma anche immerso in un paesaggio rurale di grande bellezza. Per questo gli ambientalisti si sono mobilitati fin da subito per impedirne la realizzazione. Il Comitato per la salvaguardia di ambiente e territorio di Cisternino ha promosso una petizione che è andata anche a sostegno del ricorso presentato al Tar da uno dei privati raggiunto dall'esproprio per uno dei terreni confinanti con la strada. «La Soprintendenza che ha chiesto di ritenere il ricorso inammissibile - spiega Angelo Cardone del comitato di Cisternino che ha promosso la petizione contro la costruzione della strada - ci lascia sbalorditi. Riesce davvero difficile comprendere quale sia la ragione per cui la Soprintendenza chieda il rigetto di un ricorso (presentato a proprie spese da un privato) che tutela proprio quei beni che la stessa Soprintendenza dovrebbe istituzionalmente proteggere. Sfugge ad ogni logica il fatto che l'ente preposto alla salvaguardia dei beni archeologici resista in un giudizio per annullare quanto si è ottenuto per difendere il nostro patrimonio ambientale e culturale da un progetto invasivo, realizzato in tutta fretta». Sulla vicenda oltre alla posizione molto dura presa dal Wwf, pesa anche un ricorso straordinario presentato da Legambiente direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A lui, gli ambientalisti si sono rivolti prima ancora che si pronunci il Tar, per bloccare il progetto del Comune di Cisternino che prevede l'allargamento della carreggiata - che rende quindi necessari gli espropri - e la messa in sicurezza dell'intera provinciale. In questo caso però, prima di esprimersi in merito, Napolitano dovrà attendere che il Consiglio di Stato esprima un parere sul progetto. Quella che Cardone definisce «un'evidente contraddittorietà nella condotta della Soprintendenza», secondo il rappresentante del comitato, è supportata dalla discrepanza con le motivazioni con cui il Tar ha emesso la sospensiva il 10 febbraio: il provvedimento infatti viene giustificato con l'inosservanza, da parte del Comune di Cisternino, delle prescrizioni imposte proprio dai soprintendenti ai beni archeologici Giuseppe Andreassi e Teresa Elena Cinquantaquattro, per tutelare alcuni siti di interesse archeologico nell'area sulla quale sorgerà la strada dei colli