Storia e disegni Ha spiegato storia e disegni del centro congressuale che sta nascendo all'Eur Il cantiere è la parte viva dell'opera architettonica. Quando la gestazione è finita tutto torna nella staticità della materia che ha preso forma. Così Massimiliano Fuksas ha spiegato l'altro pomeriggio ad una platea di studenti che sembravano lì per Vasco «la bellezza del cantiere». Strano, per una archistar che sembra aver puntato molto sull'immagine del progettista ispirato dai misteriosi flussi dell'Universo. Nella facoltà di Valle Giulia dove si laureò ametà dei Sessanta, Fuksas ha portato l'architettura per quello che è: progetto, cantiere, concorsi pasticciati, appalti zoppicanti. Ha spiegato per filo e per segno storia e disegni della «Nuvola«, il centro congressuale che sta nascendo all'Eur dopo prodromi ultradecennali. Con lo scorrere delle diapositive sul grande schermo dell'aula magna Fuksas - nerovestito, come al solito - pareva rinunciare volontariamente all'aria ormai quasi ieratica che assume involontariamente un architetto divenuto star per immergersi con semplicità nel complesso «fare» dell'Architettura che se è inventiva, talento, studio è anche impegno, lavoro, gestione di tanti problemi concreti. Illustrare il grande cantiere « vivo » dell'Eur sembrava far brillare lo sguardo di Fuksas in modo inconsueto. Deve essere stato grande l'orgoglio di mostrare nella sua facoltà dopo la lontana tesi lì, sotto gli occhi di alcuni ex compagni di corso, alcune sue architetture divenute celebri. Ed è andato in scena il cortocircuito secondo cui quando la «Nuvola» era solo un progetto peraltro molto discusso gli accademici quasi lo ignoravano mentre i media lo trattavano come fosse già realizzato. Ora che il cantiere pulsa di vita l'Università lo celebra ed i media, al contrario, lo trascurano. Viene da pensare alle vicende spesso paradossali che vivono certe opere architettoniche celebratissime all'atto di nascita e non amate poi dal pubblico cui sono destinate. Piazza Augusto Imperatore, sempre negletta dai romani, ne è un esempio. Altre, invece, contestatissime al loro apparire, diventano immagini iconiche di una città. È successo al Beaubourg parigino di Renzo Piano. Quale sarà il destino della «Nuvola» quando sarà eterea «materia statica»?