Per il rilancio dell'area archeologica romana sono stati stanziati quasi 80 milioni di euro: per restauri e scavi eseguiti in diretta sotto gli occhi del pubblico, e altre iniziative culturali e turistiche, con visite in bici e degustazione di cucina all'antica Presto la Pompei romana, uno dei monumenti più visitati al inondo, non sarà solo abitata dallo spettro dell'eruzione, ma diverrà un luogo vivo, in cui sarà possibile leggere la storia, ma anche immaginarla e in qualche modo viverla com'era prima del tragico evento. Per il suo rilancio sono stati varati 79 milioni di euro, in parte da destinare a lavori di restauro, in parte ad un progetto di riqualificazione in senso innovativo dell'area archeologica. Il progetto «PompeiViva» è stato presentato dal Commissario Delegato Marcello Fiori in occasione della recente presentazione del restauro concluso del Termopolio di Vetutius Placidus. «Sarà un esperimento pilota - ha detto Fiori - unico in Italia, coordinando lavoro e investimenti ed aprendo una nuova fase nelle gestione dell'area. PompeiViva è infatti un programma di lavoro, ma anche uno slogan che vuol dire: conoscenza, tutela, valorizzazione con cantieri evento, dove è possibile seguire le scoperte archeologiche in diretta, visite multimediali, passeggiate notturne tra gli scavi illuminati, percorsi tematici, anche per cicloamatori, per bambini, mostre, iniziative enogastronomiche». Con l'ausilio di moderne tecnologie elettroniche ed informatiche verranno offerte ai visitatori suggestioni visive e sonore. Sarà possibile, ad esempio, risentire voci e rumori della Pompei di una volta, percorrere le via della città antica conie se si tornasse indietro nel tempo. Sarà possibile anche visitare gli scavi in bicicletta e saranno creati percorsi ad hoc per i disabili. Easy Pompei e un percorso della durata di due ore rivolto ai visitatori con ridotte capacità motorie, ma anche alle famiglie con bambini piccoli. In questo mese verrà inoltre inaugurato presso la Casina dell'Aquila un archeoristorante, in cui si serviranno menu romani, utilizzando coltivazioni anche interne agli scavi. E stata infatti messa a punto una vera e propria carta di identità delle abitudini e delle risorse agroalimentari dei pompeiani. «Il rapporto tra storia e scienza della civiltà, tutela della biodiversità e cultura agroalimentare continua ancora il Commissario è la chiave di conoscenza per la comprensione delle origini culturali e territoriali di un popolo. Un insieme gastronomico di ricette di epoca romana e dei prodotti di eccellenza della tradizione campana può regalare al visitatore un emozionante viaggio nel tempo». Ma molte altre sono le iniziative varate. Ad esempio la Domus di Giulio Polibio riaprirà al pubblico con una nuova strategia comunicativa. Una guida speciale accoglierà i visitatori con una ricostruzione virtuale di forte impatto emotivo: l'ologramma dello stesso Polibio, che racconterà la sua storia e quella della sua casa. Verranno poi restaurati nel prossimi mesi altri importanti edifici, tra cui La Fullonica, attualmente aperta al pubblico ma degradata, la casa di Championnet e la casa dell'Efebo, famosa per gli splendidi affreschi. Sempre a partire da questo mese verrà inaugurata la stagione notturna, con percorsi ed eventi dedicati. Si riaccenderanno «Le lune di Pompei», visita-spettacolo con un nuovo percorso organizzato dall'EPT di Napoli. Da giugno l'illuminazione permanente degli scavi sarà il segno distintivo della vita notturna dell'antica città. Appena aperta, infine, una mostra laboratorio Pompei e ilVesuvio, scienza conoscenza ed esperienza, in cui sono esposti reperti romani, antiche stampe degli scavi, campioni di rocce e persino una tavola vibrante che simula il terremoto. L'iniziativa, che sarà l'attrazione delle feste di Pasqua, in futuro si trasformerà in un punto informativo stabile. Un revival romano, dunque, all'insegna della suggestione storico-scientifica e non solo. Che investe da qualche tempo tutta l'area vesuviana, Non è un caso che a poca distanza da Pompei, a San Giorgio a Cremano, nella villa Falanga, sono esposti tino a giugno giochi e giocattoli dell'antica Roma.