Lo scontro Orsoni-Brunetta allargato anche alle raccolte civiche Fondazioni contro. Sullo sfondo della contesa politica tra Giorgio Orsoni e Renato Brunetta per la conquista del «soglio» del sindaco di Venezia, si sono giocate altre partite, come quella sul futuro della Fondazione Musei Civici voluta da Massimo Cacciari e affidata a Sandro Parenzo ora dimessosi per fare posto al nuovo presidente David Landau e sul ruolo dall'esterno della Fondazione di Venezia guidata da Giuliano Segre. Pochi giorni prima del voto era stato l'esperto di conservazione e restauro Toto Bergamo Rossi - che il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi avrebbe voluto alla guida del Centro di restauro di Venaria, prima della sollevazione del mondo politico e culturale torinese e ora candidato nella lista Brunetta - ad aprire il fuoco contro la Fondazione Musei, denunciandone, a suo avviso, l'inefficienza e auspicando addirittura la ripresa di Palazzo Ducale da parte dello Stato. Qualche giorno fa dopo un intervista a Landau sui suoi programmi, pubblicata dal nostro giornale era stato invece Segre, sempre dalle colonne della Nuova ad attaccare duramente il nuovo presidente dell'istituzione dei musei veneziani e con esso «la fondazione inopinatamente costituita per gestirne le attività di fruizione». Ora esaurita la competizione elettorale con il successo di Orsoni (che è anche il legale della Fondazione Musei) su Brunetta a Segre replica, altrettanto duramente, Parenzo, con l'intervento che pubblichiamo qui a fianco. Un intervento che lega l'atteggiamento estremamente critico della Fondazione di Venezia verso quella dei musei anche con la contestata partita delle «cordate» di imprese escluse dalla gestione dei nuovi appalti dei servizi museali, con un florilegio di ricorsi ancora in piedi. A difendere la Fondazione Musei e i buoni risultati raggiunti, pur tra molte difficoltà d'avvio, cifre alla mano, è il suo direttore Giandomenico Romanelli, sottraendosi al fuoco di fila polemico. «I primi tre mesi dell'anno per i musei civici sul piano degli incassi spiega si sono chiusi con una crescita del 9 per cento rispetto al 2009, che ci fa sperare in introiti più alti di quelli previsti in bilancio. Si è chiuso proprio pochi giorni prima del voto anche l'accordo con la Fondazione Eni, che ci porterà un milione e 800 mila euro nel 2010 per la gestione museale. Anche sul piano sindacale abbiamo chiuso gli accordi sia con i dipendenti, con la revoca dello sciopero a Pasqua, sia con i dirigenti e si apre sotto questo aspetto un periodo di tranquillità nel lavoro. Con l'acquisizione di Ca' Corner della Regina avremo finalmente anche una «casa delle mostre» che potrà servire, con un restauro graduale, per le grandi esposizioni, consentendo il riordino del museo Correr come wunderkammer del collezionismo veneziano e il pieno recupero delle sale dell'Ex Palazzo Reale. Se, come è possibile, anche l'atteggiamento delle Generali senza il presidente Bernheim cambierà, sarà possibile riprendere in considerazione il progetto di allargamento museale del Correr verso le Procuratìe Vecchie. La politica delle grandi mostre anche se negli anni non sono mancate e il recupero di altri spazi espositivi, da Murano all'Arsenale, sarà legato anche a nuove risorse in arrivo».
Venezia. Fondazioni ai ferri corti sui musei
Il testo descrive lo scontro tra Giorgio Orsoni e Renato Brunetta per la conquista del soglio del sindaco di Venezia. Lo scontro si è allargato anche alle raccolte civiche Fondazioni contro. La Fondazione Musei Civici, fondata da Massimo Cacciari, è stata oggetto di critiche da parte di Toto Bergamo Rossi, esperto di conservazione e restauro, che ha denunciato la sua inefficienza. La Fondazione di Venezia, guidata da Giuliano Segre, ha attaccato duramente il nuovo presidente dell'istituzione dei musei veneziani, David Landau. La Fondazione Musei ha raggiunto buoni risultati, con un aumento del 9% degli incassi nel primo trimestre dell'anno e un accordo con la Fondazione Eni per la gestione museale.
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