Lavori già finiti, in 18 dormivano sui ponteggi La "gabbia" di pubblicità resterà fino al 30 aprile per pagare i costi del restauro I vigili hanno trovato materassi, fornelli e lampade collegate abusivamente Hanno trasformato i ponteggi del cantiere del restauro dellArco della Pace nella loro unica casa, il solo posto dove poter dormire trascorrendo la notte in un sacco a pelo sugli assi di legno, sotto lenzuoli usati come tende, con fornelletti e lampadine allacciate illegalmente alla corrente elettrica. Hanno abitato sui vari piani dellimpalcatura fino a quando, ieri, gli agenti della polizia municipale hanno fatto irruzione trovando diciotto di loro, tutti cinesi, in un blitz che è solo lultimo di una serie di irruzioni che negli ultimi mesi ha portato a scoprire allinterno del recinto del cantiere altri immigrati: a volte dalla Cina, altre volte maghrebini. Di quelli fermati ieri, tredici erano senza permesso di soggiorno e sono stati trasferiti alla centrale della polizia municipale per il fotosegnalamento. Superato il varco aperto nella recinzione di ferro, i vigili hanno trovato sacchi a pelo, buste piene di vestiti, coperte. «Abbiamo contattato la società appaltatrice dei lavori sul monumento, di proprietà della Sovrintendenza, per segnalare le condizioni di insicurezza del cantiere - spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato - Scriverò al sovrintendente affinché si provveda a dismettere il cantiere se i lavori sono terminati, o a metterlo in sicurezza per impedire nuove intrusioni». In realtà i lavori di restauro dellArco della Pace sono terminati da pochi giorni: finiti otto mesi fa quelli sulle pareti, di recente è stato montato il sistema contro i piccioni. Ora le impalcature e i pannelli pubblicitari - che avvolgono la struttura da oltre un anno e mezzo - hanno i giorni contati. «Il primo maggio inizieranno i lavori per smontare il ponteggio, nel giro di dieci giorni lArco sarà liberato - assicura il sovrintendente ai Beni architettonici Alberto Artioli - Gli extracomunitari allinterno dellarea del cantiere sono stati più volte allontanati. Abbiamo dovuto intervenire anche su intere lastre di marmo, rovinate dai falò che venivano accesi dinverno». Il recupero è stato portato a termine dalla Boj restauri, una società torinese che aveva già realizzato la prima fase dei lavori due anni fa. «Siamo intervenuti prima su metà struttura, poi su laltra - spiega il direttore tecnico Giacomo Causa - Ora lintera opera è rimessa a nuovo». A rallentare in questi mesi i lavori è stato il difficile momento del mercato delle maxi-affissioni, con le concessionarie che hanno finanziato il restauro. La prima ha smesso di pagare i lavori fino al subentro di una nuova società, la Externa, che espone ora lultima campagna pubblicitaria della Diesel. Gli incassi dai manifesti sono diminuiti, ma i pagamenti sono arrivati regolarmente. E, anche se con ritardo, tra poco più di un mese lArco della pace sarà restituito alla città.