Milano, 1 apr. - (Adnkronos) - "Bondi convochi un incontro per domani a Milano ed unitamente a Resca si metta ad un tavolo per affrontare una vertenza che se non viene gestita corre il rischio di allargarsi a macchia d'olio". E' quanto afferma Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil beni culturali e attivita' culturali, sulla protesta dei lavoratori che hanno annunciato l'intenzione di 'incrociare le braccia' lunedi' prossimo, giorno di Pasquetta a Brera e al Cenacolo. "La mobilitazione dei lavoratori di Milano -aggiunge Cerasoli- non e' un fulmine a ciel sereno poiche' gia' in occasione di Sant'Ambrogio il sindacato aveva dimostrato grande responsabilita' proponendo e favorendo l'apertura del Cenacolo e di Brera che altrimenti sarebbero rimasti chiusi. In tale occasione fu concordato con il Direttore Generale Resca un incontro per affrontare i punti di una vertenza che si trascina da mesi e mesi per l'incapacita' della Dirigenza Locale a partire dal Soprintendente Bandera nonche' dell'ex Direttore Regionale Turetta". "Quindi la vertenza e' datata e' non nasce ieri come ha scritto Carlo Bertelli a cui faccio notare che paradossalmente ai problemi di funzionamento e di efficienza dei Beni Culturali di Milano e la Lombardia ci pensa sempre piu' il Sindacato che il Mibac e le sue strutture territoriali. Tra l'altro personalmente in data 17 marzo avevo denunciato la paralisi di tutte le attivita' del Mibac in Lombardia per effetto del pignoramento di 114 milioni di euro che oltre ad impedire i pagamenti del personale ha paralizzato tutte le azioni di tutela, conservazione e restauro delle Soprintendenze che ora non hanno neanche un centesimo per pagare le bollette di luce, gas acqua e non oso pensare all'ipotesi che proprio il Cenacolo , Brera ma anche tutti gli altri istituti possano chiudere da un momento all'altro". "So perfettamente -prosegue Cerasoli- che il Ministro Bondi ha dato mandato all'ufficio legislativo di districare una vicenda aberrante in cui lo stesso Mibac e' vittima di una situazione che risale al 1974. Cio' che ho contestato e l'accellerazione che i lavoratori hanno voluto dare alla vertenza sta nel fatto che a differenza di quanto sostiene la Soprintendente Bandera, non e' pensabile che si tenga all'oscuro una simile vicenda ed i lavoratori, il sindacato e le rsu di Milano e la Lombardia non sappiano nulla". "Questo e' molto grave poiche' il pignoramento non fa che acuire una vertenza che sin'ora ha visto solo promesse d'incontro da parte di Resca e dello stesso Mibac , senza che poi sia mai avvenuto. I lavoratori sono stanchi di essere presi in giro , per questo hanno deciso all'unanimita' di non partecipare alla giornata di apertura di Pasquetta pur consapevoli che perdono l'apposita indennita' prevista dall'accordo nazionale del 24 marzo. La mobilitazione e' per risolvere i problemi di Brera e del Cenacolo , non certo per acuirli , ma e' del tutto evidente che rispetto all'assordante silenzio del Mibac ciascuno deve assumersi le proprie responsabilita'". "I temi della vertenza sono molteplici e tuttavia il Sindacato non e' chiuso a riccio ma e' chiaro che se si vuole sbloccare la situazione non e' pensabile ricorrere ad una banale lettera di rassicurazione da parte del Direttore del Personale Recchia ne tanto meno ad un comunicato stampa del Ministero diramato alle 21 di ieri sera. Se cio' non dovesse avvenire -conclude- sara' chiaro a tutti che le responsabilita' non sono del Sindacato e dei lavoratori bensi' di chi nel corso di questi mesi non si e' mai seduto ad un tavolo di confronto e di discussione". 01042010
UIL chiede a Bondi un incontro
Il segretario generale Uil beni culturali e attività culturali, Gianfranco Cerasoli, ha affermato che i lavoratori di Milano, che hanno annunciato l'intenzione di "incrociare le braccia" il giorno di Pasquetta, non sono un gruppo di "fulmini a ciel sereno". Cerasoli ha sottolineato che la mobilitazione dei lavoratori non è un atto di protesta casuale, ma piuttosto una risposta alle promesse non mantenute dal Mibac e dalla Dirigenza Locale. Ha anche denunciato la paralisi di tutte le attività del Mibac in Lombardia a causa del pignoramento di 114 milioni di euro e ha contestato la decisione di non affrontare la vicenda del 1974.
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