L'amministrazione dovrà cambiare rotta Porto Sant'Elpidio Da palazzo comunale, ieri, nessun commento al vincolo di tutela integrale apposto sul cineteatro. A questo punto, tutto il futuro di Piazza Garibaldi torna in discussione. L'obbligo di conservare il cinema, già espresso esattamente un anno fa dal Comitato tecnico scientifico del Ministero per i beni culturali, diventa ora ufficiale. Conservare la struttura e portare avanti il resto della progettazione (nuovo edificio al posto dell'ex municipio, nuovo mercato coperto e modifiche viarie con edificazioni in una porzione dell'ex Serafini) è un'ipotesi improbabile. E' l'intero piano di recupero che andrà ripreso. Sembra sia intenzione dell'Amministrazione comunale stralciare tutta la parte di progetto ad est della ferrovia, quindi mantenere per intero la superficie dell'ex Serafini. Ma questo significa anche rivedere l'intera serie di accordi con i privati, condizioni del precedente progetto piazza. Ogni passaggio andrà comunque concordato con la Soprintendenza, come precisato nella relazione allegata al decreto di vincolo. "Si ribadisce scrivono il responsabile del procedimento, architetto Alberto Mazzoni e il soprintendente Giorgio Cozzolino - l'opportunità di una stretta sinergia tra le due amministrazioni nella ricerca di una soluzione di alto livello architettonico e urbanistico, per assicurare un fattibile e sostenibile intervento generale che generi una sistemazione decorosa e funzionale della piazza". Elementi che suonano come un chiaro invito all'Amministrazione comunale a cambiare diametralmente rotta. Il civico Mazzoni bacchetta Andrenacci: ha perso solo tempo Porto Sant'Elpidio E' stato uno dei principali protagonisti della battaglia per la tutela del cineteatro Gigli e per un nuovo progetto piazza e martedì il primo a diffondere la notizia del vincolo apposto sulla struttura. Simone Mazzoni, capogruppo di P.S.Elpidio tutti noi, ora guarda al futuro Che cosa significa questo provvedimento della Soprintendenza? "E' un decreto molto puntuale e dettagliato, che non si limita a confermare le indicazioni del Comitato tecnico scientifico e ad esprimersi per la tutela dell'immobile, ma smonta punto per punto tutte le osservazioni formulate dall'Amministrazione comunale e dal Comitato per l'abbattimento. Dicevano che il cinema era irrecuperabile, che non manteneva nulla della propria originalità e che tutti gli elementi di pregio erano cancellati. La Soprintendenza replica l'esatto contrario". Che messaggio manda al sindaco Andrenacci? "Questa è una sua evidente sconfitta e mi auguro che ne prenda finalmente atto. Ricordo quando definì pubblicamente il cinema Gigli un orinatoio. Il sindaco ha perso tanto tempo senza fare nulla. Da quando il Comitato tecnico scientifico si è espresso per la conservazione del Gigli si poteva iniziare un confronto per un nuovo progetto e si dovevano mettere da parte fondi dal bilancio, per riprogettare la piazza, farlo meglio e farlo insieme. Lo abbiamo detto un anno fa, nessuno ci ha ascoltato. Rimanere fermi per un anno non ha avuto senso. Se piazza Garibaldi è quello che è, è perché il Sindaco l'ha voluta così, non è colpa di nessun altro". Pensa che in Amministrazione comunale ci sia già un'idea progettuale alternativa per la piazza? "Da un lato ne sarei felice, significherebbe che non sono rimasti fermi per tutto questo tempo. Dall'altro sarebbe l'ennesima dimostrazione di arroganza di un'Amministrazione che ancora una volta fa tutto da sola e rifiuta il confronto. Lo vogliono capire o no che ci si può muovere in modo diverso e che esiste un'altra strada? Spero proprio che si decidano finalmente a dialogare". Come immagina la piazza del futuro? "La Soprintendenza, al di là del vincolo, esprime un concetto fondamentale: dice che il cinema dovrà recuperare il proprio ruolo di ordinatore dello spazio e fungere da motore della qualificazione di Piazza Garibaldi. Significa che non si tratta solo di tenerlo in piedi, ma di farne il fulcro del centro cittadino. Ma la decisione della Soprintendenza per me rappresenta anche di più. Significa che la strada che avevamo intrapreso sin dalla campagna elettorale del 2008 era quella giusta". La delusione di Perticarà e del comitato Porto Sant'Elpidio Poche parole, quelle di Luigi Perticarà, coordinatore del Comitato che ha raccolto 7.000 firme per chiedere di non vincolare il cinema Gigli. "E' chiaro che c'è delusione per questa decisione le sue parole Ma prima di esprimere una posizione preferisco sentirmi con gli altri componenti del comitato, ci vedremo in settimana. Voglio anche parlare con l'Amministrazione comunale per capire quali saranno le scelte sul futuro della piazza". Nella relazione, la Soprintendenza ha anche risposto alle osservazioni del Comitato di Perticarà. Alla contestazione sui precedenti pareri favorevoli all'abbattimento ha replicato che nella prima occasione non c'era un'esplicita affermazione riguardo l'assenza di interesse culturale del Gigli. Nel secondo si parlava di irreversibile stato di degrado "peraltro smentito dall'esito degli ulteriori sopralluoghi. L'adombrata contraddittorietà è da ritenersi superata". Quanto all'osservazione secondo cui il vincolo avrebbe compromesso il decoro e l'igiene della piazza, la Soprintendenza ribatte che "non sussistono elementi ostativi. L'edifico può essere ristrutturato, così come la piazza".