ISOLA DELLA SCALA. L'obiettivo dei gruppi è di salvaguardare le bellezze paesaggistiche senza deturpare l'area Dieci associazioni illustrano un nuovo progetto «Sarà un presidio naturalistico tra le due paludi» Una pista ciclabile lungo il Tartaro, un corridoio ecologico da Isola della Scala a Gazzo veronese in prospettiva naturalistica. È un progetto presentato all'auditorium di Santa Maria Maddalena da dieci associazioni riunite in un Comitato (Cooperativa Ca' Magre, Wwf, Avsa, Ctg El Fontanil, Lipu, Circolo Arci Pane e rose, Legambiente, Lega abolizione caccia, Amici della bicicletta, Gruppo azione locale) e con il patrocinio del Comune. «Il corridoio non dovrà essere solo una pista ciclopedonale ma un presidio naturalistico, un cordone ombelicale che colleghi la palude di Pellegrina a quella del Busatello, con possibilità di valorizzazione dal punto di vista naturalistico, turistico e didattico», ha premesso il coordinatore Antonio Tesini, presidente della cooperativa Cà Magre che 13 anni fa ha dato il via al recupero della palude affittandone 8 ettari. Il progetto del corridoio ecologico prevede la creazione di un percorso naturalistico che valorizzi «senza disturbare» l'habitat del fiume, del bosco e della palude, e le bellezze storico-archiettoniche disseminate lungo il suo percorso. Il Tartaro nasce nella zona delle risorgive di Povegliano veronese, scorre attraverso Isola della Scala, Erbè, Nogara fino a Gazzo veronese, dove, in prossimità della palude del Busatello, si unisce al Tione per proseguire verso Ostiglia e confluire nel Canal Bianco. La valle disegnata dal corso d'acqua, hanno spiegato nel corso dell'incontro studiosi e tecnici, rappresenta una delle formazioni geomorfologiche e naturalistiche più interessanti della media e bassa pianura veronese, ma l'attività agricola e zootecnica intensiva del territorio, unita ad una consistente espansione insediativa a prevalente destinazione artigianale e commerciale, ha compromesso habitat e specie vulnerabili quali quelli legati alle formazioni palustri ed alle zone umide. Perché non vada perso il suo «potenziale valore naturalistico ed ecologico, documentato dalle numerose specie di uccelli che possono essere segnalate lungo il suo percorso», è stato predisposto un progetto «in una prospettiva di tutela del fiume, ma anche di riqualificazione dell'intero territorio», che propone alle amministrazioni comunali (erano presenti rappresentanti di quelle di Isola e di Gazzo che si sono dette d'accordo) la realizzazione di una pista ciclo-pedonale con punti di accesso e sosta attrezzati, effettuata valorizzando gli habitat esistenti nel rispetto delle specie animali e vegetali, rinaturalizzando dove necessario ma riducendo la minimo gli interventi artificiali e sfruttando gli accessi esistenti; ad esempio, si suggerisce di prevedere per la pavimentazione della pista «un tipo di fondo che permetta un buon drenaggio ed un livellamento efficace. A tale scopo anche il solo terreno vegetato opportunamente mantenuto permette una piena fruibilità ed un minimo intervento sulle rive». Il progetto del Comitato si affianca, integrandolo con un'attenzione particolare agli aspetti naturalistici del fiume e delle sue rive, a quello della pista intercomunale prevista da un accordo di programma sottoscritto nel 2005 e progettata a livello preliminare nel 2008 da sei comuni, Povegliano,Vigasio, Erbè, Nogara, Gazzo veonese e Isola della Scala, comune capofila.