Il riconoscimento delle coppie di fatto e il diritto delle Regioni a tutelare i propri beni culturali. Sono questi i due punti principali dello statuto della Toscana sui quali oggi si focalizzerà l'attenzione del governo. Dopo la Calabria, la prima Regione a dotarsi di una nuova Carta come previsto dalle modifiche al titolo V della Costituzione, sarà la Toscana ad affrontare l'esame del Consiglio dei ministri. Ed è probabile che anche questa volta si arrivi a una impugnativa di fronte alla Corte costituzionale. La legge calabrese, infatti, prevedeva l'elezione diretta dei vertici della Regione, ma è stata bocciata dalla Consulta. Lo statuto toscano parla esplicitamente di «tutela» del proprio patrimonio artistico, a partire da Firenze. Una prerogativa che invece è dello Stato secondo il ministero dei Beni Culturali. Ancora più delicato il passaggio che, dopo la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio, stabilisce il «riconoscimento di altre forme di convivenza».