I COMMENTI Il caso del giorno Alla fine non ha resistito. E ha rimesso la Resistenza tra le tappe imprescindibili della storia del Novecento. «L'Italia dal Fascismo alla Resistenza e le tappe di costruzione della democrazia repubblicana» è l'indicazione che, da ieri, giunge dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, per i programmi di studio del V anno dei nuovi licei. La lotta partigiana, infatti, come rilevato in esclusiva da ItaliaOggi martedì scorso, non era più prevista. Erano citati il fascismo, la II guerra mondiale e poi direttamente l'Italia repubblicana, ma non l'antifascismo e la Liberazione. Che si trattasse di una semplice svista oppure di una semplificazione, come ha argomentato Max Bruschi, presidente della cabina di regia sui nuovi programmi, si correva il rischio «di mettere nel dimenticatoio la Resistenza, anello essenziale invece nel percorso verso l'Italia democratica» , dice a ItaliaOggi Massimo Rendina, presidente dell'Anpi di Roma, l'associazione dei partigiani. L'appello a salvaguardare i valori dell'antifascismo ha dato una scossa al Pd, a molte associazioni, sindacati, studenti, ma anche a esponenti del Pdl, tutti hanno chiesto a gran voce al ministro di correggere il tiro. «La nostra democrazia affonda le radici nella Resistenza, è un dato storico che non può essere sottinteso», diceva Manuela Ghizzoni capogruppo Pd in commissione istruzione. «Non può mancare un riferimento esplicito alla lotta di liberazione, che però va spiegata con le sue luci e ombre», aggiungeva il senatore Pdl, Giuseppe Valditara. Mentre la rete degli studenti ha lanciato una mobilitazione, dal 25 aprile al 2 giugno, per far emergere «lo strettissimo legame che c'è fra la Costituzione italiana e la lotta partigiana, legame che troppo spesso viene oscurato». Alla fine la Gelmini, pur continuando a negare una volontà censoria nell'omissione, ha deciso di reintrodurre espressamente la Resistenza, anche «per evitare una polemica da noi non voluta su un valore che è da tutti condiviso. Le indicazioni comunque sono state presentate, non a caso, in bozza, sul forum dell'Indire proprio per evidenziare eventuali criticità». Per nuove segnalazioni, c'è tempo fino al 22 aprile.