ARCHEOLOGIA1. Roma, infiltrazioni d'acqua, si temono altri cedimenti Ha ceduto la volta di un corridoio sotterraneo d'accesso Le sale non hanno subito danni. Il complesso era stato in parte riaperto al pubblico nel 1999 e chiuso di nuovo per mettere l'intera area in sicurezza In primo piano, la voragine apertasi a Roma nel parco che fronteggia il Colosseo per il crollo di una galleria sotterranea della Domus Aurea Un crollo ha distrutto il soffitto di una delle gallerie traianee, ramificazioni sotterranee che fanno da ingresso alla Domus Aurea nel centro storico di Roma, a due passi dal Colosseo. Le aule principali di quella che fu la residenza dell'imperatore Nerone (vedi articolo a destra) sono intatte. Il crollo è stato provocato dallo smottamento del terriccio, forse dovuto a infiltrazioni di acqua o alle radici degli alberi e riguarda un'area di circa 60 metri quadrati della galleria numero 15. All'interno di quest'area archeologica, ha spiegato il direttore tecnico della Domus Aurea, Antonello Vodret, si tratta comunque «del crollo maggiore degli ultimi 50 anni». I vigili del fuoco stanno rimuovendo il terriccio e poi procederanno al recupero dei frammenti della volta crollata. Nessuna persona è rimasta coinvolta. «Il danno non è gravissimo», ha spiegato l'assessore alla cultura del Comune di Roma, Umberto Croppi. «La cosa importante è che la Domus Aurea sia intatta». La volta crollata, però, ha aggiunto, «non può essere ricostruita». Sul rischio che altri crolli possano coinvolgere aree archeologiche di Roma, l'assessore ha spiegato che «il patrimonio antico è sempre tutto a rischio, c'è bisogno di manutenzione continua. Al momento, però, apparentemente, non ci sono rischi immediati di incidenti simili». Dellimponente villa imperiale oggi resta in particolare l'area costruita sul colle Oppio, con circa 150 ambienti che fiancheggiano la sala a pianta ottagonale, vero e proprio centro di tutto il complesso. La residenza di Nerone è rimasta inaccessibile per oltre venti anni e parzialmente riaperta al pubblico nel 1999. Da allora, per il pericolo di crolli a causa dinfiltrazioni d'acqua è stata più volte chiusa e riaperta. Nel giugno del 2009 è stato avviato un nuovo cantiere che avrebbe dovuto portare, entro due anni, alla riapertura completa dell'antica villa dell'imperatore Nerone. Dopo il crollo che ha danneggiato la volta di un ingresso alla Domus Aurea, il presidente della commissione cultura del Comune di Roma, Federico Mollicone chiede stanziamenti straordinari per tutto il parco, e annuncia: «Inviterò dopo Pasqua in commissione cultura i tecnici e la soprintendenza archeologica allo scopo di chiarire le reali dinamiche del crollo. Ci chiediamo», prosegue Mollicone, «se il ministero e la soprintendenza abbiano intenzione di inserire oltre la Domus Aurea, già interessata da lavori, anche le Terme di Traiano e di Tito nel piano speciale dell'area archeologica centrale. Sarebbe infatti incomprensibile», prosegue Mollicone, «che a restare fuori dagli interventi di riqualificazione fosse proprio lo sfondo di tutte le foto fatte al Colosseo».
Crollato un soffitto alla Domus Aurea chiusa per restauri
A Roma, un crollo ha distrutto il soffitto di una delle gallerie traianee della Domus Aurea, ramificazioni sotterranee che fanno da ingresso alla Domus Aurea nel centro storico di Roma, a due passi dal Colosseo. Il crollo è stato provocato dallo smottamento del terriccio, forse dovuto a infiltrazioni di acqua o alle radici degli alberi. L'area interessata è di circa 60 metri quadrati. Le aule principali di quella che fu la residenza dell'imperatore Nerone sono intatte. Nessuna persona è rimasta coinvolta. Il danno non è gravissimo, ma la volta crollata non può essere ricostruita.
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