Lidea di fare opere pubbliche con capitali di imprese arrivò a Palazzo Vecchio nel giugno 2000, lok nellottobre Iniziò con una società formata da un gruppo di costruttori e da soci gestori Oltre agli impianti della sosta prevedeva anche la realizzazione del Parco del Mensola Era il primo tentativo di collaborazione tra pubblico e privato: «Realizzare le opere pubbliche che servono con i capitali privati», fu allora la parola dordine. Cioè il parcheggio sotterraneo della Fortezza, quello in silos di piazza Alberti, quello sotterraneo di piazza Beccaria e il sottopasso davanti alla Fortezza. Ma anche la stazione di ricarica dei bus elettrici in viale Ariosto, la passerella pedonale di collegamento con laeroporto e anche la realizzazione del Parco del Mensola. Tutto questo comprendeva il «project» presentato da Firenze Mobilità, la società formata dai costruttori (Baldassini Tognozzi, Cpf, Fratelli Ragionieri, Siem, Impresa costruzioni Rosso, Icet industrie, Cite, Cofathec servizi, Cosimo Pancani) e dai soci gestori (Aeroporto di Firenze, Coop Unica, Firenze Parcheggi, Scaf, Servizi di promozione della Confesercenti). Così cominciò il «project». Solo che strada facendo molte cose sono cambiate. Il «project» è cominciato in un modo e, con lassenso di Palazzo Vecchio, è finito in un altro: il Parco del Mensola aspetta di essere realizzato, la passerella pedonale non cè ancora. Il sottopasso della Fortezza era stato concepito per il solo trasporto pubblico, perché il traffico privato avrebbe dovuto passare per intero sul lato Romito della Fortezza. Tanto che con i soldi di Ferrovie furono realizzati due «buchi» sotto la ferrovia sul lato Romito: uno per ogni senso di marcia. Il sottopasso è diventato invece misto: bus e auto private. Con tanti saluti alla stazione per i bus che era stata prevista nel bel mezzo del sottopasso. Senza contare poi il piano cancellato del parcheggio della Fortezza: «La falda avrebbe comportato costi insostenibili», fu la spiegazione. Possibile che nessuno se nera accorto prima di cominciare gli scavi? Dopo un primo blocco ordinato dalla soprintendenza, nel 2005 fu lo stesso sindaco Leonardo Domenici ad ordinare la modifica del progetto in corso dopera sullonda della protesta dei Comitati, scandalizzati da un parcheggio che avrebbe coperto la vista delle mura. Iniziato in un modo, finito in un altro. Ma non solo: il piano finanziario del «project» si è rivelato un colosso con i piedi dargilla. Recenti perizie dimostrano che la proposta iniziale del «project» si basava su un calcolo sbagliato circa lincasso dei parcheggi: il tasso di utilizzazione previsto per piazza Alberti era uguale a quello del parcheggi di piazza Stazione. Un non-sense: Alberti resta infatti praticamente vuoto. E la Firenze Parcheggi, rimasta nel frattempo lunica società di gestione, non incassa abbastanza per pagare laffitto ai costruttori. Sono gli anni del deficit e «della socializzazione delle perdite». Gli anni dei contenziosi tra Comune e Firenze Mobilità: tra lassessore alle Spa Tea Albini e il presidente Vincenzo Di Nardo. Contenziosi tardivi.
FIRENZE - Il primo sistema pubblico-privato fu lanciato in soli cinque mesi
Nel giugno 2000, il Comune di Firenze ha iniziato un progetto per realizzare opere pubbliche con capitali di imprese. La società formata da costruttori e soci gestori, Firenze Mobilità, ha presentato un piano che prevedeva la realizzazione di impianti di parcheggio, un sottopasso della Fortezza, una passerella pedonale e un parco. Tuttavia, il progetto è cambiato nel corso degli anni. Il Parco del Mensola aspetta di essere realizzato, la passerella pedonale non è stata realizzata e il sottopasso della Fortezza è stato modificato per consentire il passaggio anche di auto private.
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