I sindacati: niente straordinario per protesta "Una causa persa dal Ministero rischia di bloccare bollette e restauri" ANNA CIRILLO Brera e Cenacolo resteranno chiusi nel giorno di Pasquetta, a causa di una vicenda incredibile. Parte da una sentenza definitiva del tribunale di Napoli, per una causa iniziata nel lontano 1974, ben 36 anni fa, finita con un pignoramento che ha bloccato i fondi degli istituti milanesi che fanno capo al ministero dei Beni Culturali. Ieri i lavoratori di Brera, Cenacolo, Archivio di Stato, Braidense e sovrintendenze di Milano hanno deciso in assemblea di non sottoscrivere laccordo per lapertura straordinaria dei beni a Pasquetta: beni che di solito sono chiusi per giorno di riposo (il lunedì) ma che in occasione di feste particolari vengono aperti al pubblico grazie ad una intesa con i lavoratori. Intesa che questa volta non cè stata. La presa di posizione ha voluto denunciare lo stato delle cose: lattività degli uffici del ministero dei Beni Culturali in Lombardia, e nello specifico di città come Milano e Pavia, è «totalmente paralizzata», dicono in blocco i sindacati. Tutto per una sentenza del tribunale di Napoli, esecutiva dallo scorso 26 gennaio. «Nel 1974 era iniziata una causa tra la sovrintendenza di Salerno su unarea di interesse archeologico e alcuni privati - spiega Misia Fasano, sindacalista della Uil - che ha portato ad una sentenza per cui lamministrazione dei Beni Culturali è stata condannata a risarcire ben 114 milioni di euro. Sul fondo di Civita di Atripalda dovevano essere costruiti alcuni fabbricati per abitazioni civili e i giudici hanno valutato la perdita di valore patrimoniale del fondo, il danno emergente e il lucro cessante per tutta una serie di canoni non resi, oltre a interessi, spese e diritti vari». Da qui si è arrivati al pignoramento, effettuato alla Banca dItalia dallufficiale giudiziario il 23 febbraio, delle risorse finanziarie del Mibac presenti in Lombardia. «Per ora solo nelle città di Milano e Pavia, e limporto è pari a 32 milioni di euro - aggiunge la sindacalista - . È una situazione di estrema gravità perchè già nei prossimi giorni gli istituti come Brera, il Cenacolo, le sovrintendenze, la Braidense saranno costrette a chiudere, visto che con il pignoramento non possono disporre di un solo centesimo. Non possono pagare bollette o sborsare soldi per spese indispensabili. Sono a rischio i restauri già appaltati, alla Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, al museo della Scienza e alla Villa Reale di Monza, oppure la conservazione dellUltima Cena che ha bisogno di monitoraggio continuo con cambio di filtri contro le polveri». Replica il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi: «È una protesta immotivata. Mi sto impegnando da giorni in prima persona nella risoluzione del contenzioso che ha portato al pignoramento dei fondi».
Fondi pignorati, a Pasquetta chiusi Brera e Ultima cena
I sindacati hanno deciso di non sottoscrivere l'accordo per l'apertura straordinaria dei beni culturali a Pasquetta, a causa di una sentenza del tribunale di Napoli che ha bloccato i fondi degli istituti milanesi che fanno capo al ministero dei Beni Culturali. La sentenza, esecutiva dal 26 gennaio, ha condannato l'amministrazione dei Beni Culturali a risarcire 114 milioni di euro a causa di una causa iniziata nel 1974. Il pignoramento, effettuato dalla Banca d'Italia, ha bloccato 32 milioni di euro dei fondi del ministero presenti in Lombardia.
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