Forse ha già preso il volo per un paese straniero (Londra?), il prezioso olio del Seicento che mercoledì pomeriggio è stato rubato nella chiesa di San Girolamo dell'Arcoveggio in via Fioravanti. E' quanto suppongono i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico che, dopo la denuncia di furto presentata dal parroco don Luciano Ga-liani, si sono presentati nella parrocchia del Navile per compiere i primi rilievi. Per due ore quattro militari hanno setacciato ogni angolo della cornice di gesso (la tela è stata tagliata agli angoli, in malo modo, forse con un cutter) e dell'altare in legno che si trova sotto il dipinto. Molte le impronte rilevate, tra cui quelle di una mano piccola, forse di un ragazzo. Potrebbe essere la firma lasciata dagli autori del furto che, sempre secondo gli investigatori, potrebbe essere stato compiuto su commissione. Donato del 1636 dai fratelli Fabbri, il dipinto (nella foto) raffigura la Madonna con il Bambino Gesù e due figure di santi: Sant'Andrea in abito vescovile e San Donino. Sullo sfondo, invece, la città di Bologna. Un olio importante che, per la sua particolare collocazione un po' decentrata e al buio, deve essere stata oggetto di numerosi sopralluoghi da parte dei ladri, che ben sapevano cosa cercare e hanno potuto lavorare indisturbati. «Sono arrivata in chiesa poco dopo le sedi-dici racconta una parrocchiana e ho notato che il dipinto non c'era più. Ho pensato fosse stato portato via per il restauro. Poi sono uscita dalla porta laterale e ai piedi della scala che porta in canonica ho notato un grosso rotolo di juta grez-za. Ma non potevo certo immaginare continua la testimone che fosse il dipinto sparito». L'ipotesi è che i ladri, disturbati dall'arrivo di alcune persone, l'avessero lasciato incustodito per qualche minuto. «Quando sono rientrata in chiesa, verso le 17,30, don Luciano stava già andando dai carabinieri di via Barbieri». Non nuova a simili episodi, la chiesa di San Girolamo, il 15 agosto di tre anni fa, subì un altro furto che portò all'installazione di una telecamera, puntata però sulla navata e collegata con l'appartamento del parroco. Quella volta furono rubati un lezionario, un messale e la lampada votiva del tabernacolo. 31 LUG 2004 LA SICILIA ED.CALTANISSETTA da pag.33 LA MOSTRA «TA ATTIKA» PRELUDIO PER FORME DI PARTENARIATO CON LA CITTA GRECA Dall'archeologia nasce un «ponte» tra Gela e Rodi La molla l'ha fatta scattare l'archeologia. 11 resto lo ha fatto la politica. E' la prima volta che una delegazione istituzionale di Gela approda nella terra greca da cui partirono i coloni che la fondarono nel 688 A.C. Di secoli ne sono passati tanti. 11 ritorno alle origini è stato un momento preparato nell'arco del 2004 dall'intera commissione speciale dei Beni Culturali guidata da Giuseppe Bonura con Donatella Benzi, console italiano a Rodi che Gela l'ha apprezzata in febbraio durante la sua visitajn occasione della mostra «TA ATTIRA». Insieme a lei, in questi mesi, si è costruito l'abbraccio ideale tra Gela e Rodi culminato giovedì sera nella firma di un protocollo di collaborazione da parte dei due sindaci Rosario Crocetta ed il socialista Giorgio Gian-nopulos. Folta la delegazione gelese che ha partecipato all'evento. Per l'amministrazione il sindaco Crocetta, gli assessori Luciano Vullo e Salvatore Morinello, per il consiglio comunale Antonio Sammito, Maria Fingo, Carmelo Ferrara, Enzo Cirignotta, Salvatore D'Arma, Rosario Italiano, Emanuele Marchi-sciana. Con loro il Soprintendente di Calta-nissetta Rosalba Panini. A riceverli in una sala del Palazzo del Gran Maestro, possente opera medievale di un'epoca di rinascita di Rodi, sono stati il sindaco di Rodi con il ministro dell'Egeo Aristoteles Pavlidis. C'erano anche rappresentanti della prefettura di Rodi ed esponenti greci del mondo dell'archeologia. La firma dell'impegno a collaborare in iniziative culturali con gemellaggi tra scuole, momenti di studio per i giovani.forme di partneriato tra gli operatori economici è avvenuta nella stessa sede in cui, sempre giovedì. Gela ha conquistato un'importante vetrina internazionale con la terza ed ultima tappa della mostra TA ATTIKA. Alla redazione del testo del protocollo ha lavorato la commissione archeologia mentre gli aspetti organizzativi della missione gelese a Rodi li ha curati il consigliere Antonio Sammito. Dopo aver dato il benvenuto ai "fratelli di Ge-la",il sindaco di Rodi ha sottolineato "la necessità di rinforzare i legami tra le città per costruire l'Europa unita". 11 primo incontro tra Gela e Rodi è stato segnato da momenti di simpatia da parte della rappresentanza greca per quella gelese. Subito in sintonia i due sindaci, soprattutto dopo che il sindaco rodiota si è reso conto di aver trovato un collega che lo batteva in comunicazione e che aveva capito in un paio di giorni gli aspetti socio culturali più rilevanti della città greca. 1! ponte Gela - Rodi sarà costruito con iniziative di scambio attraverso un progetto che coinvolge anche la città spagnola di Paterna. Vi sta lavorando l'assessore all'Istruzione Luciano Vullo. Il progetto sarà presentato alla Comunità Europea per i finanziamenti. In attesa che il partneriato culturale si concretizzi, il ritorno alle origini è servito ai consiglieri comunali a riflettere su come Rodi con un patrimonio archeologico simile a Gela sfrutta i beni culturali ed ambientali e cosa Gela non sia stata capace di fare essendo all'anno zero in fatto di turismo. L'incontro Gela - Rodi è una delle tappe di un percorso che vuole far riemergere Gela per le antiche valenze culturali che l'hanno contraddistinta. A Rodi Gela ha presentato la sua parte bella con un video proiettato al consolato ieri sera durante un ricevimento a base di prodotti tipici locali offerto dal Comune.
BOLOGNA . 'Olio' del Seicento rubato a San Girolamo
I carabinieri hanno indagato su un furto di un dipinto del Seicento, "Madonna con il Bambino Gesù e due santi", nella chiesa di San Girolamo dell'Arcoveggio a Bologna. Il dipinto, donato nel 1636, è stato rubato durante la notte e le indagini hanno rilevato diverse impronte, tra cui una mano piccola. I ladri potrebbero essere stati commissariati. La chiesa di San Girolamo ha subito un altro furto nel 2004, quando sono stati rubati un lezionario, un messale e la lampada votiva del tabernacolo. La delegazione di Gela è arrivata a Rodi per firmare un protocollo di collaborazione con la città greca, che include forme di partenariato culturale e economico.
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