Roma, Villa Adriana riunisce i suoi tesori "dispersi" nel mondo Roma, 31 mar (Velino) - Villa Adriana torna ai fasti delle origini. Come quando, nella prima metà del II secolo dopo Cristo, l'imperatore Adriano la fece erigere per fuggire dall'affollamento, la promiscuità, gli intrighi e il caos di Roma. Da domani, infatti, la residenza del successore di Traiano accoglierà (fino al 1 novembre) alcune delle più significative statue e decorazioni musive che nel corso del tempo degli ultimi tre secoli sono state rinvenute mediante gli scavi effettuati al suo interno. "Villa Adriana. Una storia infinita", il titolo della mostra, presentata a Roma nell'ex chiesa di Santa Marta, che vuole richiamare l'inesauribile vena delle "viscere" della residenza imperiale, visti i sorprendenti reperti che continua a "sfornare". Pezzi pregiatissimi finiti nel tempo a ingrossare le collezioni di numerosi musei (dai Vaticani al Nazionale Romano fino al British), che per un semestre ritorneranno nel loro luogo d'origine. Come il celebre "Fauno ebbro" in marmo rosso, rinvenuto nel 1736 e diventato fulcro dei Capitolini. "L'intenzione è di ricostruire il contesto o almeno di suggerirlo, anche perché ci sono arredi, sculture e rivestimenti decorativi fissi come stucchi, pitture e mosaici che non si sa da che ambiente provengono - dice al VELINO il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Andrea Carandini -. Per questo ho suggerito di indagare sotto terra con gli strumenti tecnologici più avanzati, ricorrendo alla magnetometria, considerato che non si conoscono neppure i limiti dei confini della Villa". "È una mostra che vuole sottolineare soprattutto la valenza scientifica di questo sito, che continua a rappresentare uno straordinario laboratorio di ricerca - aggiunge la soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, Marina Sapelli Ragni -. Inoltre sentivamo l'esigenza di fare il punto sugli scavi realizzati negli ultimi dieci anni. Eppure, nonostante un'area di 80 ettari, i finanziamenti ministeriali continuano a calare: fra il '95 e il '99, grazie anche ai fondi europei e a quelli per il Giubileo, sono arrivati 44 miliardi di lire, adesso a stento raggiungiamo un milione di euro, ovvero meno di un quarto rispetto a quella cifra. La nostra intenzione resta comunque di ampliare l'area visitabile, estendendo le visite guidate anche ai percorsi sotterranei, riservati al personale di servizio della corte imperiale". Negli spazi musealizzati dell'Antiquarium del Canopo si potranno ammirare una serie di ritratti (come Marco Aurelio filosofo e Crispina, dalla elaborata acconciatura) provenienti dal museo Nazionale Romano, che con i busti e le teste prestate dai Musei Vaticani (Antinoo, Alessandro Severo) permettono di ricostruire una galleria degli imperatori. Ad altre sale sarà invece destinato l'approfondimento su temi che sono stati oggetto di recenti studi e che all'interno della Villa vengono per la prima volta presentate al grande pubblico. Un capitolo sarà poi inevitabilmente riservato al rapporto tra Adriano e l'Egitto: ai già significativi reperti di Villa Adriana se ne aggiungeranno dei nuovi appena scoperti o ricostruiti. Dalle collezioni egizie dei musei Capitolini, arriverà il cratere in granito con protomi leonine e scene egittizzanti, mentre dai Musei Vaticani ritornerà un busto di Antinoo ad evocare in questo ambito l'importante presenza del favorito dell'imperatore.
Roma, Villa Adriana riunisce i suoi tesori "dispersi" nel mondo
La mostra "Villa Adriana. Una storia infinita" si apre a Roma, nella ex chiesa di Santa Marta, con la riunione di alcuni dei più significativi reperti archeologici provenienti da Villa Adriana. La mostra vuole richiamare l'inesauribile vena delle "viscere" della residenza imperiale e presenta pezzi pregiatissimi come il "Fauno ebbro" in marmo rosso. L'intenzione è di ricostruire il contesto o suggerirlo, utilizzando strumenti tecnologici avanzati e arredi, sculture e rivestimenti decorativi fissi. La mostra sottolinea la valenza scientifica di questo sito e fa il punto sugli scavi realizzati negli ultimi dieci anni.
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