IL SINDACO è sceso con la sua auto blu nel parcheggio ancora fiammante alle nove, un'ora prima dell'inaugurazione dell'Apcoa, prevista con le autorità e lo spumante per le 10. Ma questa volta non si è ripetuta la scena della "finta" inaugurazione del4 agosto scorso, voluta a tutti i costi dal Comune, anche se l'opera non era agibile né completa. Un'inaugurazione salutata dal tintinnio delle manette scattate ai polsi di 4 titolari dell'impresa appaltatrice e due funzionari del genio civile, per un episodio di corruzione relativa all'appalto per una diga a Gela. Questa volta il semaforo verde del parcheggio multipiano di palazzo di Giustizia, con i suoi 627 posti auto, dopo dieci anni di gestazione, con gli scavi anche bloccati dalla Soprintendenza per l'affioramento del vecchio bastione, l'infinita caccia a permessi e certificati, una sfilza di annunci di date di aperture bluff, si è illuminato. Le prime dieci macchine ieri hanno solcato la rampa d'accesso, per un parcheggio che ha una tariffa oraria di 1,50 euro per un'ora di sosta, per un massimo giornaliero di 12 ore. Semaforo verde per tuttie quattro i livelli interrati, di 5 mila metri quadrati ciascuno, che portano nomi di capitali europee, Athens, Berlin, Cordoba e Dublin. Una struttura che domina la piazza Vittorio Emanuele Orlando, presidiata dentro e fuori da 40 telecamere, con accesso alle auto in via Balsano e uscita su corso Alberto Amedeo, con tre accessi pedonali all'esterno che si aprono solo per chi è munito del biglietto di ritiro o dell'abbonamento. I 182 box, che si trovano ai livelli 3 e al livello 4, sono stati quasi tutti venduti. Ne restano liberi 20, al costo di 50 mila euro. Una garage luminoso, dotato di moderni impianti come il sistema di "indirizzamento" al posto, che con le lucine verdi accompagna l'automobilista direttamente allo stallo libero più vicino. «Eravamo pronti da due mesi, abbiamo dovuto completare poi la documentazione con alcuni certificati che a Palermo vengono richiesti per via dell'istanza unica, come l'autorizzazione allo scarico delle acque, uno degli ultimi - dice l'ingegnere Peter Ricci, responsabile tecnico dell'Apcoa, presente ieri anche con l'amministratore delegato Arturo Benigna - E poi la richiesta di voltura del certificato antincendio, che era intestato al consorzio Panormus mentre lo sportello unico chiedeva portasse il nome del gestore». L'investimento del consorzio Panormus 2000, realizzato con il project financing, è costato 16 milioni di euro. Ad autofinanziarlo il socio principale Safab, società di opere pubbliche, che ha realizzato l'impianto in 14 mesi dal primo scavo: «A Cagliari dove siamo partiti anche dieci anni fa, siamo operativi da sei anni - racconta l'ad della Safab, Daniele Rosso - Rientreremo nell'investimento tra circa 15 anni». Ironia della sorte, il garage multipiano si chiama in formula abbreviata "Parcheggio Orlando". «Abbiamo seguito tutta la filiera politica, dalla giunta di centrosinistra di Orlando, da cui ha preso le mosse il parcheggio, al commissariamento, alla giunta di centrodestra», aggiunge Rosso. Adesso l'Apcoa, nuovo scoglio, dovrà cedere la gestione dell'illuminazione e della manutenzione al Comune. Questo è anche uno degli ostacoli che sta impedendo la consegna dalla Safab al Comune del parcheggio riservato al Tribunale, con 154 posti (90 sotterranei e 64 in superficie) destinati al personale di palazzo di Giustizia. Il Comune, appena lo prenderà in consegna per conto degli uffici giudiziari, dovrà garantire anche i servizi di pulizia e di manutenzione, degli spazi interni ed esterni. Le scorte dei magistrati, nell'attesa, a metà marzo hanno già iniziato a posteggiare le auto negli spazi esterni, ottenendo da Panormus la zona in comodato d'uso. Per gli spazi interni mancano ancora le dotazioni di sicurezza, telecamere, il cancello mobile. «Stiamo pressando perché queste dotazioni arrivino - aggiunge Oliveri - Il Comune si serve della Siram. Ma la Siram ancora non ha avuto il via libera dal Comune. E la strada rimane ancora senza uscita».