FORTE Belvedere, arriva il piano definitivo di messa in sicurezza. Saranno ripuliti tutti i bastioni dalle radici e dai cespugli infestanti, quindi verranno restaurati anche i parapetti in mattoni. E lì dove l'altezza è più bassa di 1 metro, sarà rialzata con l'aggiunta di una fila di mattoni. Infine sulle terrazze, davanti e dietro la palazzina, sarà istallata una doppia ringhiera di ferro che da 70 centimetri porti l'altezza ad 1 metro. Dopo aver fornito le integrazioni al piano di sicurezza provvisorio, richieste dal sostituto procuratore Concetta Gintoli per il dissequestro della struttura, gli uffici delle Belle Arti di Palazzo Vecchio stanno lavorando al piano definitivo. «Abbiamo preso atto delle richieste della Procura e delle indicazioni della soprintendenza ai monumenti, speriamo ora di avere tutti i permessi in modo da poter realizzare il piano definitivo e non quello provvisorio che prevedeva strutture metalliche prefabbricate in rete "orso-grill"» spiega Claudio Cestelli delle Belle Arti, osservando che in tutto il perimetro del Forte da rivedere - tra muri e bastioni - è lungo 1.700 metri. Un ripristino complessivo, per cui Palazzo Vecchio ha stanziato per ora 600 mila euro, che prevede anche il taglio dell'erba dei prati, un riordino generale del complesso rimasto chiuso e abbandonato dopo il sequestro a seguito della morte di Veronica Locatelli la notte del 15 luglio 2008. «Attualmente, ogni lunedì i vigili accompagnano gli addetti della Biblioteca nazionale a portare i volumi nei locali di loro pertinenza, e subito dopo li richiudonoe rimettono i sigilli» spiega Cestelli. In attesa dell'ordinanza di dissequestro da parte della Procura, che prevede la riapertura diurna della struttura con il piano provvisorio, le Belle Arti si avvantaggiano approntando il piano definitivo. «Non si prevedono lavori molto lunghi, speriamo di realizzarli senza passare dal piano provvisorio» conclude il responsabile.