PIAZZA ARMERINA - Sporcizia, servizi igienici fuori uso, mosaici attaccati dall'incuria è dall'abbandono, visitatori in calo, dai 418.030 nel 2002 ai 40 mila ìn meno nel 2003. La Villa del Casale di Piazza Armerina è uno dei siti, più belli, più frequentati ma peggio custoditi della Sicilia. Endemiche carenze di personale, racket di bancarelle è di abusivi, ripetuti atti di vandalismo. Dopo anni di degrado e di abbandono, il dicastero regionale ai Beni Culturali ha predisposto un piano che in 24 mesi, così afferma l'assessore alla cultura Granata «porterà al cambiamento radicale della copertura, alla risistemazione dei terreni intorno è all'inizio della ripulitura dei ,mosaici». L'incarico di gestire il rilancio della Villa è stato affidato nelle scorse settimane a Vittorio Sgarbi, con "pieni poteri", nomina che ha suscitato non poche polèmiche. I fondi ci sono, i 8milioni di euro stanziati dalle, II delicato progetto della nuova copertura del sito è stato invece affidato all'architetto Guido Meli, dell'Istituto regionale del restauro. «I mosaici ; spiega Meli - saranno protetti da una struttura di vetri "intelligenti" in grado di modulare ìl caldo e il freddo all'interno del sito, appoggiati su montanti di legno. Così si eviterà l'attuale effetto serra, (lavori dovrebbero partire alla fine dell'anno, visto che il progetto è già pronto e mancano soltanto le gare d'appalto. Più tempo ci vorrà invece per la ripulitura dei mosaici, sui quali sono stati depostì negli anni vernici e colle e il cui spessore si e pericolosamente assottigliato».
VILLA DI PIAZZA ARMERINA : Diciotto milioni di euro per tornare a nuova vita
La Villa del Casale di Piazza Armerina, uno dei siti più belli e frequentati della Sicilia, è stata colpita da carenze di personale, racket di bancarelle e atti di vandalismo. Il dicastero regionale ai Beni Culturali ha predisposto un piano per il rilancio del sito in 24 mesi, con l'incarico di gestire il progetto a Vittorio Sgarbi. I fondi per il progetto sono stati stanziati a 8 milioni di euro. Il progetto di copertura del sito è stato affidato all'architetto Guido Meli, che ha progettato una struttura di vetri "intelligenti" per proteggere i mosaici.
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