Una grossa voragine di 20 metri si è aperta in viale Serapide sopra l'edificio Il crollo ha interessato una galleria lunga un centinaio di metri, la 'Quindicesima stanza' Una grossa voragine si è aperta questa mattina, intorno alle 10, in viale Serapide, nel parco di Colle Oppio, dove sono in corso degli scavi archeologici. La voragine è larga almeno venti metri e si è aperta sopra il soffitto di una galleria della Domus Aurea, l'edificio voluto da Nerone dopo l'incendio che nel 64 dopo Cristo distrusse gran parte di Roma. Il crollo ha interessato 60 metri quadri della volta di una delle gallerie Traianee che si trovano all'interno del complesso conosciuta come la 'Quindicesima stanza'. Lo smottamento del terreno ha coinvolto circa 130 metri quadri dell'intera area archeologica. GUARDA LE FOTO Piero Meloni, tecnico della Protezione civile del Comune, spiega che "il crollo è stato causato dall'eccesso di pioggia che ha reso instabile il terreno sottostante". La volta che ha ceduto si trovava nell'area di Colle Oppio accessibile al pubblico. "Ora - aggiunge Meloni - i vigili del fuoco metteranno in sicurezza l'area anche per evitare che le piogge possano entrare nella voragine". Nessuno è rimasto coinvolto. La protezione civile sta inviando 300 sacchetti di sabbia da predisporre nel piazzale della Domus Aurea soprastante l'area del crollo. La decisione è stata presa a scopo precauzionale in previsione delle precipitazioni possibili nei prossimi giorni e per evitare che la pioggia cada all'interno dell'apertura che si è creata vista l'inclinazione del terreno. La Domus Aurea ('Casa Dorata' in latino) era un grande palazzo costruito in mattoni - e non in marmo - nei pochi anni tra l'incendio e il suicidio di Nerone nel 68. Gli estesi rivestimenti in oro che le diedero il suo nome non erano gli unici elementi dell'arredamento: vi erano soffitti stuccati incrostati di pietre semi-preziose e lamine d'avorio. La residenza dell'imperatore giunse a comprendere il Palatino, le pendici dell'Esquilino (Oppio) e parte del Celio, per un'estensione di circa 2,5 km quadrati pari a 250 ettari. La maggior parte della superficie era occupata da giardini, con padiglioni per feste o di soggiorno. Nerone commissionò anche una colossale statua in bronzo di 37 metri raffigurante sé stesso, vestito con l'abito del dio-sole romano Apollo, il Colossus Neronis, che fu posto di fronte all'entrata principale. Morto l'imperatore, sulle fondamenta, Traiano fece costruire le sue imponenti terme. Non è la prima volta che si assiste al crollo di parte del soffitto. Nel 2001, dopo due anni di apertura seguiti a venti di lavori, le piogge e l'umidità causarono il crollo dei mattoni della volta della Sala Ottagona dovuto alle infiltrazioni. Acqua che non ha mai smesso di preoccupare gli esperti. Nel 2005, dopo che le infiltrazioni stavano erodendo la malta che lega le strutture murarie, con il rischio di caduta per affreschi e intonaci, la Domus Aurea è stata di nuovo chiusa. Nel 2009 si è partiti con un nuovo piano di intervento per impermeabilizzare tutta l'area e riqualificare la zona di Colle Oppio. Il nuovo cantiere è stato avviato e avrebbe dovuto portare, entro due anni, alla riapertura completa dell'antica villa dell'imperatore Nerone. Antonello Vodret, direttore tecnico della Domus Aurea, parla di "situazione tipica dell'area Domus Aurea, ci sono stati già crolli in passato", dice. Ma spiega: "Questo però è il più consistente degli ultimi 50 anni. Potrebbe essere avvenuto per l'appesantimento del terreno dovuto alle infiltrazioni d'acqua l'area delle gallerie non è impermeabilizzata. Ogni giorno si verificano piccoli cedimenti, ma crolli così non si possono prevedere". A questo punto i tempi della riapertura si allungano. Lo dice chiaramente il sovintendente ai beni archeologici, Giuseppe Proietti: "Si tratta certamente di un danno importante che allungherà i tempi di riapertura. Procederemo alla rimozione del materiale e, quindi, al consolidamento degli ambienti ripristinando così la loro idoneita"'. Ma la situazione è molto delicata. "Al crollo di oggi potrebbero seguirne altri anche nell'immediato", avverte il commissario straordinario per la Domus Aurea, Luciano Marchetti, che definisce la situazione "di grandissimo allarme". E sottolinea: "A questo punto basta andare avanti a pezzi, il progetto c'è, ci sono pure gli appalti, serve un finanziamento definitivo e bisogna avviare tutti i lavori subito". Marchetti, che sta arrivando di corsa a Roma, dove avrà nel primo pomeriggio una riunione operativa nel cantiere della Domus, chiarisce che il crollo di questa mattina non ha interessato la Domus vera e propria bensì "un pezzo di uno dei voltoni delle sostruzioni delle Terme traianee, realizzate quando è stata in parte abbattuta la Domus". Un primo lotto di lavori è stato già finanziato con 2 milioni di euro. Per mettere in sicurezza tutto, però, spiega Marchetti, servono circa 10 milioni di euro.
Domus Aurea, cede parte del soffitto. Possibili altri crolli, servono 10 milioni
Una grossa voragine si è aperta in viale Serapide, nel parco di Colle Oppio, dove sono in corso gli scavi archeologici della Domus Aurea. La voragine è larga almeno venti metri e si è aperta sopra il soffitto di una galleria della Domus Aurea. Il crollo ha interessato 60 metri quadri della volta di una delle gallerie e 130 metri quadri dell'intera area archeologica. Nessuno è rimasto coinvolto. La protezione civile sta inviando 300 sacchetti di sabbia per predisporre l'area e evitare che la pioggia possa entrare nella voragine. La Domus Aurea è stata chiusa per motivi di sicurezza e per evitare ulteriori danni.
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