(ANSA) - PARIGI - L'Unesco lancia l'allarme. La Mesopotamia, il mitico Eden della Bibbia tra il Tigri e l'Eufrate culla della scrittura, gia' devastata dalla Guerra del Golfo, e' nuovamente in pericolo: i bombardamenti di un altro conflitto armato potrebbero provocare danni incalcolabili al patrimonio archeologico dell'Iraq. Nelle prime 48 ore, secondo i piani di Bush, almeno tremila bombe colpirebbero obiettivi strategici, parecchi dei quali si trovano vicino a siti archeologici. Gli esperti dell'Unesco sono tuttavia fiduciosi che in caso di attacco, le forze americane e britanniche rispettino la Convenzione dell'Aja del 1954 sulla protezione dei beni culturali in caso di guerra, anche se ne' Washington ne' Londra l'hanno ratificata. "Non possiamo stabilire il grado di rischio sito per sito, perche' ovviamente non sappiamo quale sara' la mappa dei bombardamenti", dice all'Ansa Giovanni Boccardi, specialista dell'Iraq alla direzione del Patrimonio mondiale dell'Unesco. "Ma un altro conflitto armato non potra' che innescare un nuovo periodo di incertezza e di abbandono dei siti e dei musei iracheni. Basti ricordare quel che e' successo dopo il 1991 quando i musei - non solo quello di Baghdad, ma anche quelli di Kufa, Amara, Bassora nel Sud, e di Kirkuk nel Nord - sono stati devastati e saccheggiati. Migliaia di oggetti, provenienti anche da centinaia di scavi selvaggi, sono stati esportati e rivenduti a collezionisti". La maggior parte, secondo John Russel, studioso di storia dell'arte alla Columbia University, sarebbero finiti a Londra, nei negozi di antichita' e nei mercati come Portobello. Sculture e bassorilievi sumeri, babilonesi, assiri di inestimabile valore. La razzia non si esauri' dopo la guerra del Golfo, ma e' continuata in questi anni anche perche', colpiti dall'embargo, parecchi iracheni hanno trovato nel traffico d'arte un mezzo di sostentamento. Tanto che lo stesso Saddam Hussein si servi' dell'argomento, nel 1998, per chiedere la revoca dell'embargo con un appello ufficiale all'Unesco. La preoccupazione dell'Unesco non riguarda solo i siti noti come Hatra, l'unico inserito nella lista del Patrimonio mondiale, la citta' abbandonata nei pressi di Mossul, nel Nord che visse il massimo splendore nel secondo e terzo secolo dopo Cristo. O come Ninive, Nimrud, o Ur, la citta' di Abramo, o ancora Ashur, capitale assira sul Tigri, che potrebbe entrare nella lista prossimamente. "In Iraq, dice Boccardi, c'e' molta archeologia nascosta. Centinaia di siti non scavati e non identificati con certezza sorgono lungo tutto il bacino della Mesopotamia. E non ci preoccupano solo le bombe: potrebbero essere danneggiati da trincee, carri armati, mezzi pesanti...".
IRAQ: ALLARME ALL'UNESCO PER PATRIMONIO ARCHEOLOGICO ANSA
L'Unesco ha lanciato un allarme per la Mesopotamia, che è già stata devastata dalla Guerra del Golfo e potrebbe essere nuovamente danneggiata da un altro conflitto armato. I bombardamenti potrebbero provocare danni incalcolabili al patrimonio archeologico dell'Iraq. Gli esperti dell'Unesco sono fiduciosi che le forze americane e britanniche rispettino la Convenzione dell'Aja del 1954 sulla protezione dei beni culturali in caso di guerra. Tuttavia, non si può stabilire il grado di rischio per ciascun sito archeologico, poiché non si conosce la mappa dei bombardamenti.
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