Marsciano Festa grande a San Biagio della Valle e tanta commozione. E il parroco invita il sindaco sull'altare durante la messa. La buona notizia La riapertura al culto della chiesa è anche un premio a don Primo Neanche il più ottimista poteva immaginare ciò che è accaduto ieri a San Biagio della Valle. La chiesa è stata riaperta ai fedeli. A dire il vero le lesioni che il sisma aveva provocato non erano serie però, il fatto di averla rimessa a nuovo in tre mesi non era poi così scontato. E se c'è un nome per tutto ciò, questo è don Primo Alberati. I fedeli arrivano poco prima delle 10 davanti alla sede della Pro loco, ancora un po' assonnati per il cambio dell'ora. Fra i tanti Mario Pencelli, il presidente. "E' una festa per tutti noi. La chiesa rappresenta ancora quel punto di riferimento per l'intera comunità e nel periodo in cui era rimasta chiusa ci sentivamo smarriti". Inoltre, con un pizzico di emozione, annuncia una novità. "E' ufficiale. Dal 27 maggio al 6 giugno si farà la sagra della fragola". Vicino a lui c'è Antonio Giansanti, membro del consiglio diocesano per gli affari economici. "La diocesi di Perugia ha contribuito in maniera determinante ed efficace perché ha visto che la comunità sentiva la mancanza del suo luogo di culto". "I lavori - continua Giansanti - sono iniziati ai primi di marzo. La curia si è occupata della struttura portante e dell'intonaco, con una spesa che si aggira sui 25 mila euro, noi ci siamo occupati della lisciviatura del pavimento". Intanto la processione comincia ad incamminarsi e alle 10.20 i fedeli varcano la soglia dell'entrata. La gioia è contenuta ma evidente. Subito viene letta una lettera. Chi parla è Maria Grazia Roscini che si rivolge a tutta la comunità ma in particolar modo a don Primo. "Quello di oggi è un dono immenso. Il merito è tutto suo. Ci ha fatto sentire viva la presenza del Signore. Il 15 dicembre è stato l'inizio del calvario, oggi ne è la fine". Poi altri ringraziamenti. "Non ci siamo mai sentiti soli grazie anche all'aiuto del sindaco Todini e dell'amministrazione. Una menzione particolare va anche all'arcivescovo Bassetti, alla Caritas nazionale e diocesana, alla sovrintendenza, ai fratelli Catana, che hanno contribuito con il loro lavoro e alla famiglia Moretti che ci ha messo a disposizione la propria cappella". L'emozione viene rotta da uno scrosciante applauso, la chiesa è piena. La risposta di don Primo non si fa attendere e con un piccolo fuori programma invita il sindaco Todini all'altare. L'abbraccio è di quelli forti. "Oggi è l'alba di una nuova Pasqua, una nuova primavera per tutti, il paese vuole gettarsi alle spalle questo triste passato". Il sindaco, colto di sorpresa, ricambia gli auguri e dice "di continuare a lavorare nel silenzio". Il coro allieta la cerimonia. Nelle facce della gente si intravedono felicità e contentezza. Il sole fa risplendere le mura e il pavimento. Al termine della messa parliamo con una delle donne che ha contribuito a questo splendore, Silvana Fioretti. "Il terremoto è stata una mazzata ma quando abbiamo visto l'inizio dei lavori ci siamo rincuorati. È da giovedì che, insieme ad altre sette donne, ci siamo alternate per rimettere a posto tutto". E poiché tutti i salmi finiscono in gloria alla fine c'è stato spazio anche per il rinfresco Francesco Baldoni