La funzione mediatica di questi elementi decorativi al centro del convegno di Villa Mimbelli LIVORNO. "L'arazzo e la sua funzione mediatica": è questo il tema della conferenza che si svolgerà nel pomeriggio di domani (alle ore 17.30 a Villa Mimbelli). Relatrice del covegno sarà Matilde Stefanini, collaboratrice del Dipartimento di Storia delle Arti dell'Università di Pisa. È il primo degli appuntamenti specialistici del ciclo "Tessili d'arte" promosso dall'associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Livornesi insieme al Comune di Livorno. La conferenza tratterà di cos'è realmente l'arazzo, come è realizzato, la storia dalle manifatture più antiche fino alla fine del 1600 nelle Fiandre e in Italia e il significato della esposizione di questi manufatti artistici. Oggi si considerano gli arazzi come semplici elementi decorativi, e fin dalla metà settecento avevano perso la loro funzione mediatica, ma nel passato, già prima del medioevo, erano un veicolo mobile di immagini di notevole impatto figurale, date anche le possibili grandi dimensioni che gli accumunavano agli affreschi, tessuti talvolta con materiali preziosi il cui possesso, dopo una spesa iniziale piuttosto sostenuta, costo inevitabile, poteva essere ammortizzato dal lungo uso che se ne poteva fare negli eventi pubblici. Se l'arazzo, in esposizione interna alle residenze private rimane visibile per la ristretta cerchia degli invitati a testimoniare la ricchezza del possessore, il suo lignaggio, il suo prestigio e i suoi contatti, in apparati esterni o in chiesa assumeva il ruolo di "media" per veicolare messaggi dottrinali, socio-politici ed estetici a vasti strati di popolazione. Anche la realizzazione di repliche, come quella celebre dei Gonzaga degli arazzi vaticani di Raffaello, in questi giorni esposti a Mantova, faceva parte di un processo mediatico, legato a serie famose, che diventavano così, nelle loro scene consecutive svolte come di solito in paramenti che narrano storie, secondo i tempi e le successioni degli avvenimenti, non un semplice racconto figurato, ma una sorta di film muto diffuso sul territorio. Informazioni: Museo "G. Fattori", tel. 0586 808001, email: museofattoricomune.livorno.it - Associazione Amici dei Musei, tel. 0586 211551, email: infoamicideimuseilivornesi.it