Se veramente Luca Zaia manterrà da domani l' amministrazione dell' agricoltura italiana, dovrà finalmente aprire un dossier che è lì sulla sua scrivania del ministero a impolverarsi da mesi, forse perché coinvolge cricche vicine a suoi autorevoli colleghi di governo del Pdl. Altrimenti rischia di finire anche lui in uno scandalo annunciato. La storia è complessa, ma cercheremo di riassumervela in pillole. Risorse del Fondo Bieticolo Nazionale, che è pari a varie centinaia di milioni di euro provenienti da aiuti comunitari e nazionali al mercato bieticolosaccarifero, sono transitate alla Finbieticola Spa, costituita per assumere partecipazioni in società saccarifere e poi divenuta Terrae Spa. Con sentenza del 22 febbraio scorso il Tar del Lazio ha stabilito che questo trasferimento di risorse è illegittimo perché c' è un vincolo di scopo che impedisce di compiere con quei soldi investimenti estranei al settore bieticolo. Ciò che vuol fare un' altra società del gruppo chiamata Casei Gerola, che con un investimento di 55 milioni si appresta a sfruttare il sorgo per far funzionare una centrale elettrica in un ex zuccherificio in provincia di Pavia. Ora viene il bello. Questa Casei Gerola, emanazione della Terrae Spa, è presieduta da Mario Resca, direttore generale del ministero dei Beni Culturali e commissario della Grande Brera, quello che all' ombra del ministro Sandro Bondi, attraverso due Spa, sta privatizzando musei, monumenti e siti archeologici per farne location di librerie, bar e pizzerie. Materie di cui Resca s' intende perché è consigliere d' amministrazione della Mondadori ed ex amministratore delegato di McDonald Italia. Resca non è l' inventore ma solo un coprotagonista della stagione privatrizzatrice delle risorse pubbliche che si è manifestata con la cricca degli appalti in deroga del G8, e che ha i grandi cerimonieri a palazzo Chigi, nelle persone di Gianni Letta e Guido Bertolaso. Ma lui ha un talento particolare nello scovare grandi flussi di denaro pubblico pronti lì, indifesi, per chi li sappia sfruttare. Come soci nell' operazione sorgo ha scelto due gentiluomini: Giuseppe Grossi, arrestato per aver triplicato i costi della Bonifica di Santa Giulia a Milano, e Giancarlo Abelli, vicecoordinatore nazionale del Pdl, la cui consorte Rosanna Gariboldi è stata arrestata a sua volta per riciclaggio ed è tornata libera solo dopo aver patteggiato due anni. Tutto sembrava filare liscio nell' operazione di Resca, che oscilla tra musei e centrali a biomasse, finchè i bieticoltori non si sono arrabbiati, vedendosi sfilare i loro soldi, e sono ricorsi al Tar che ha dato loro ragione, come già aveva fatto l' Avvocatura dello Stato, segnalando la responsabilità dei soci che hanno avallato lo storno di denaro. Se tornerà a Roma in via XX Settembre, Zaia è avvertito: entro 90 giorni dovrà sanzionare le operazioni illegittime e recuperare a favore dei bieticoltori le somme distratte. Anche a costo di dare un dispiacere all' inesauribile Resca, al suo ministro poeta Sandro Bondi e alla cricca di palazzo Chigi. a.staterarepubblica.it