II museo sull'emigrazione al varco dell'Immacolatella Vecchia è un argomento che, nonostante l'estate e il clima ormai vacanziero, non viene abbandonato dalla Fondazione Campi Flegrei. La battaglia per sostenere l'apertura del museo, prevede il recupero dell'edificio al varco dell' Immacolatella Vecchia. Lo stabile ha rivestito un ruolo di spicco nella storia partenopea, identificandosi come uno dei simboli più onerosi del Meridione. La stazione marittima era in passato il "locus" degli emigranti poiché da lì partiva tutto il Mezzogiorno. «Eravamo e restiamo convinti che l'istituzione di un Museo dell'Emigrazione all'Immacolatella Vecchia sia un'idea da perseguire con tutte le energie possibili - dichiara Salvo Iavarone, Presidente della Fondazione Campi Flegrei -Oggi le vicende storiche relative ai nostri emigranti vengono rievocate da pili parti. I processi della globalizzazione tendono a spersonalizzare, talvolta, le identità locali, che cercano fortemente di collegarvisi, senza snaturarsi. Quale tema migliore dell'emigrazione storica, che coniuga i fenomeni globali (italiani emigrati, sparsi un po' ovunque nel mondo) con.le identità territoriali (appunto il senso di appartenenza, rievocato dalla storia)? E quale simbolo più significativo di un Museo dell'Emigrazione ubicato nell'edificio simbolo di tanti viaggi, distacchi, passioni, tragedie e nuove vite? Dobbiamo assolutamente attivare le energie, unendo istituzioni, imprenditori, e, perché no, anche gli italiani nel mondo, ed ottimizzarle, al fine di trovare una soluzione che dia luce a questo esaltante progetto. Abbiamo già chiesto sostegno al Ministro Tremaglia che si è espresso favorevolmente in merito. Continueremo ad agire ed a cercare aggregazioni da più parti». Solidarietà espressa anche da parte dei cittadini par-tenopei che si sono attivati per non assistere all'abbandono di uno dei colossi storici della nostra tradizione. Da un punto di vista economico la risposta potrebbe giungere dal "project financing" proposto proprio da lavarone: fondi integrati provenienti dagli impieghi pubblici e dalle aziende private. Un modo per finanziare l'iniziativa potrebbe derivare dalla creazione di attività commerciali come bar e ristoranti lungo il molo. La forza sta nell' associarsi con altri enti evitando di creare una competizione che sarebbe solo dannosa e favorirebbe la disintegrazione di un tavolo trasversale-istituzionale. Creare quindi un ente unitario " che abbraccia le istituzioni ad un livello g-locale, tenendo presente gli affari cittadini senza omettere la proiezione al globale, ormai diventato un caposaldo della filosofia moderna.