Via libera alla raccolta di 5.000 firme per presentare in Regione una proposta di legge che estenda il Parco della Maremma alla costa della provincia. Ieri mattina la presentazione. La presentazione si è svolta al ristorante Il Velaccio di Marina di Grosseto da parte del comitato promotore del progetto (coordinamento dei comitati e delle associazioni ambientaliste della provincia di Grosseto, Italia Nostra, Forum ambientalista, Cittadinanzattiva) che ha illustrato la sua proposta di legge regionale d'iniziativa popolare per l'ampliamento del Parco, presentata il 15 marzo in Regione. Ci sono 6 mesi di tempo per raccogliere 5.000 firme in tutta la Toscana; poi il consiglio regionale dovrà considerare la proposta e votarla in consiglio. «La nostra idea di ampliamento - spiega la presidente del comitato, Daniela Pasini - include tutta la costa della provincia, partendo dalla pineta di Follonica fino al confine col Lazio, inclusi i paesi tranne l'abitato di Castiglione e il porto di Punta Ala. L'abitato di Punta Ala è invece incluso». L'obiettivo del progetto è quello di «tutelare un'area di grande valore paesaggistico e ambientale, estendendone la protezione anche a zone al di fuori dell'attuale perimetro del Parco, che è stato istituito con legge 24 del 1994. Potenziare l'economia locale, dare impulso al territorio, al turismo, migliorarne l'immagine. Purtroppo la provincia soffre di una visione contraria e un esempio è sotto gli occhi di tutti: il parco di Alberese all'inizio fu contrastato dagli abitanti. Ora sono tutti contenti perché il Parco ha fatto aumentare le loro ricchezze, ha aggiunto valore a case e terreni, è diventato importante a livello mondiale. Se noi estendessimo i confini alla costa, il richiamo turistico sarebbe enormemente potenziato. Siamo aiutati dal clima e dalla posizione naturale. Il turismo europeo cerca questo ma non siamo capaci di farlo perché manca - spiega - un database generale e un'organizzazione globale cui i gestori del turismo possano appoggiarsi». Il progetto è lanciato alla vigilia delle regionali, «anche per fare da pungolo alle istituzioni». Com'è stata accolta la proposta dagli amministratori? «Sono andata personalmente a parlare coi sindaci, e a parole sono abbastanza contenti ma lì per lì alcuni sono rimasti scettici, come quello di Capalbio e Monte Argentario che hanno detto: "ma qui è già tutto tutelato..." Nel frattempo la Provincia non dice niente, noi abbiamo mandato una mail di invito ma non abbiamo avuto risposta». L'iter? «Abbiamo 6 mesi di tempo per raccogliere le firme».