Una volta producevano pregiati marmi rossi, domani potrebbero produrre energia, autofinanziando così il proprio recupero: questa l'idea per le cave monsummanesi. C'è, infatti, un piano di recupero. O meglio, c'è un progetto preliminare che deve essere discusso. I soggetti in campo sono molteplici: Arpat, Soprintendenza per i beni paesaggistici e architettonici, comuni di Monsummano e Lamporecchio, Enel, Asl 3 e Provincia. Una volta trovato l'accordo, le Cave di Monsummano avranno nuova vita. Le due cave (una sovrapposta all'altra) ospiteranno un impianto fotovoltaico da 1 MW. Si tratta di una condizione inprescindibile: senza l'impianto non ci sarà il recupero dell'area. Quindi, il primo passo sarà l'installazione dei pannelli in grado di assimilare e restituire energia alternativa. Solo in un secondo momento, le Cave diventeranno uno spazio a completa disposizione di residenti e turisti. Il piano prevede il ripristino della strada panoramica, dei percorsi di trekking, della palestra di roccia, delle escursioni naturalistiche e la nascita di un eco-villaggio (in pratica un campeggio dotato di tutti i confort). Ma, prima, è necessario bonificare l'area, intervento che coincide con la realizzazione dell'impianto ad energia rinnovabile. Il costo del passo step iniziale si aggira intorno ai 2 milioni di euro (un milione e 800mila per l'esattezza). In tutto, l'opera, potrebbe sfiorare i 20 milioni di euro. Una cifra enorme ma necessaria per restituire al comprensorio un parco attrezzato, un luogo di inestimabile valore storico. Nel corso del tempo (fin dagli anni '80) sono stati numerosi i tentativi di riqualificare l'area, ma i progetti e le idee presentate non hanno mai trovato riscontro positivo all'interno degli enti decisionali. Adesso la situazione sembra diversa. Certo, siamo ancora alla fase preliminare, allo studio (tra mappe e cartine) del progetto, resta il problema più grosso: quello di reperire i fondi. La soluzione è aderire ad un bando di matrice comunitaria, con scadenza il 31 maggio, che si inserisce in un programma denominato Por Creo (Programma operativo regionale, fondo europeo di sviluppo regionale). Un programma nato a sostegno delle iniziative progettuali delle imprese per aumentarne la capacità competitiva, e dei progetti degli enti pubblici per la creazione di infrastrutture. La palla, ora, passa alla Provincia, l'unica che può firmare il procedimento e rendere cantierabile il progetto sul tavolo. Per i tecnici artefici del piano «c'è la volontà da parte delle istituzioni di risanare il sito e renderlo fruibile, un'area dimenticata e interdetta al pubblico potrebbe riaprire entro la fine di dicembre se riusciremo a partecipare al bando regionale, sarà una spinta all'economia del territorio attraverso interventi che non andranno a modificare il sito estrattivo ma che servono ad aggiustare il profilo delle cave».
MONSUMMANO. Energia dalle cave dismesse
Le Cave di Monsummano, in Toscana, potrebbero produrre energia e autofinanziare il proprio recupero grazie a un progetto di recupero. Il piano prevede l'installazione di un impianto fotovoltaico da 1 MW e la creazione di un eco-villaggio. Il costo del progetto si aggira intorno ai 20 milioni di euro. La Provincia dovrà firmare il procedimento e rendere cantierabile il progetto. Il progetto è stato presentato al bando Por Creo, un programma regionale per la creazione di infrastrutture. Se il progetto viene approvato, le Cave di Monsummano potrebbero riaprire entro la fine di dicembre.
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