LUCCA. Non lo nascondono più le guide turistiche: per i visitatori è un problema trovare la casa di Giacomo Puccini chiusa. E anche i percorsi alternativi - con l'eccezione del museo di Celle, a Pescaglia - non riescono a compensare la mancanza di un museo dedicato al compositore. Lo stesso vale per i musei che, con poche eccezioni, sono chiusi nei giorni festivi (come a Pasqua) e per la mancanza di eventi. «La chiusura prolungata della casa natale di Puccini - esordisce Petra Pforr - è davvero un problema. Noi cerchiamo di sopperire dando alcune indicazioni quando entriamo nelle chiese, ad esempio in San Pietro Somaldi, in San Paolino o in San Michele. O cerchiamo di mostrare il Caffè Di Simo (all'epoca Caffè Caselli), come punto di riferimento di Puccini quando era in città. Ma nulla può sopperire la mancanza di un museo e in particolare di una casa museo. Neppure qualche visita guidata al Teatro del Giglio». Che, secondo Gabriele Calabrese, presidente dell'associazione delle guide turistiche, non è neppure accessibile «per motivi di burocrazia» come dovrebbe essere. La conseguenza - ammettono le guide - è che «molti turisti scoprono che Puccini è di Lucca quando sono già qui e non vengono apposta per lui». Come succede, ad esempio, a Salisburgo per Mozart. «Questo, però - sottolinea Calabrese - non deve sorprendere visto che Lucca è la città che si è lasciata sfuggire quello che oggi è il festival dei Due Mondi di Spoleto. Di fatto, qui le cose funzionano al contrario, che altrove: le altre città d'arte, di musica, si fanno avanti per farsi scoprire, mentre noi ci facciamo scoprire». Da una parte questo dato, secondo Calabrese, non è neppure negativo visto che poi, una volta scoperta, Lucca diventa una meta da suggerire attraverso il passaparola. Dall'altra, però, c'è il problema che il turista medio, a cominciare da quello italiano, non collega Lucca a Puccini. E neppure agli altri compositori. «Soprattutto quando porto in giro i ragazzi - riprende Calabrese - mi accorgo di questa lacuna. Colmarla non è facile, vista la nostra storia e il nostro approccio, ma aiuterebbe sicuramente avere eventi stabili di successo. È chiaro, però, che in attesa di questi eventi la chiusura della casa natale di Puccini ci ha ammazzato: una fetta di turismo che poteva venire, per la passione per il compositore, ha rinunciato alla vacanza». E questo è un handicap grave, visto che Puccini - a detta di Calabrese - dovrebbe essere considerato lo spirito della città, dovrebbe essere venduto come territorio, oltre che come autore di opere liriche. Proprio come avviene a Salisburgo. «Non a caso - spiega Calabrese - spesso organizziamo navette per portare i turisti a Celle. Certo ci sono quelli meno interessati, ma ce ne sono tanti, come tedeschi, austriaci, francesi che vorrebbero molto di più. Addirittura abbiamo clienti che vengono dall'Australia per visitare le terre di Puccini: si tratta di persone che si rivolgono ad agenzie specializzate in itinerari musicali. E non sono pochi». In effetti - ribadisce Linda Lorenzetti (Guide La Giunchiglia) «c'è sempre un grande interesse per Puccini da parte degli stranieri. E, in mancanza della casa museo, noi abbiamo creato un itinerario legato ai luoghi della vita del compositore. In mancanza di meglio, poi, ora a fine marzo aprirà un piccolo museo privato dedicato alle opere di Puccini e potrà, comunque, diventare un punto di riferimento». Questo, però, non significa che i turisti rinuncino a vedere la casa natale del Maestro. «La richiesta - aggiunge Linda Lorenzetti - c'è e di fronte alla richiesta di spiegazioni sulla chiusura della casa museo ora diciamo la verità: ammettiamo con i turisti che ci sono questioni e contenziosi legati alla proprietà, anche se con un po' di ottimismo assicuriamo che, in un futuro viaggio, la troveranno sicuramente aperta». Ma non tutti ci credono. In attesa di questa riapertura (che al momento appare lontana), Linda Lorenzetti conferma che le guide se la cavano organizzando itinerari alternativi «non solo pucciniani. Oltre a portare i turisti a Torre del Lago, a Viareggio o a Celle sulle orme del Maestro, proponiamo una decina di itinerari legati alla storia della città: per ovviare alla chiusura di musei e alla mancanza di eventi, abbiamo creato il percorso romano, quello rinascimentale, perfino quello barocco, con visita alla chiesa di S. Maria Nera o alla chiesa di Santa Caterina che, però, è chiusa e in condizioni disastrose». Segno che l'indifferenza a cultura e patrimonio non affligge solo Puccini.