LE MOTOSEGHE fanno fuori il bosco vicino all' ex Italsider. Nel giro di un paio di giorni al più. E il passante se ne accorge quando oramai il danno è fatto. Chiama il 1515, si precipitano gli uomini del Corpo forestale dello Stato. Ma il bosco non c' è più, sparite duecentocinquanta piante. Sono - o meglio, erano - pini domestici ed eucalipti. Alberi di grosso fusto. Un bosco in città. Anzi, mezzo bosco. La macchia verde si estende infatti su quindicimila metri quadrati, sono stati tagliati gli alberi su metà della superficie. 7.500 metri quadrati. È la bonifica voluta da "Bagnolifutura", la società di trasformazione urbana di Comune di Napoli, Provincia e Regione Campania. Le motoseghe buttano giù il bosco piantato trent' anni fa dalla dirigenza Italsider per "compensazione". Obiettivo: frenare le polveri dello stabilimento. Perché su quell' area ci sono altri progetti. Sequestra l' area, il Corpo forestale dello Stato di Napoli al comando di Vincenzo Stabile. Transenne e sigilli, sull' area di via Enrico Cocchia (che rientra, appunto, nel perimetro della futura Bagnoli), informativa inviata alla Procura. Gli investigatori cercano Mario Hubler, il direttore generale, ma non lo trovano. Consegnano la denuncia per taglio abusivo di bosco al direttore tecnico Gianfranco Caligiuri. Perché di un bosco si trattava, almeno per la legge regionale 111996. E per tagliare un bosco ci vuole la richiesta di autorizzazione alla soprintendenza ai Beni ambientali da chiedere su delibera. Gli investigatori non hanno invece trovato nulla: né delibera né richiesta di autorizzazione. Si sarebbe dunque intervenuti direttamente sul taglio del bosco, commissionando il lavoro - altro aspetto, questo, su cui si sta indagando - a una ditta che nero su bianco non aveva un contratto per il taglio con la società "Bagnolifutura" ma che siè messa al lavoro con le motoseghe. «Quell' area è destinata a edificazioni», è la risposta della società Bagnolifutura. Il riferimento al bosco tagliato è proprio per quell' area venduta al Consorzio costituito da Camera di commercio e Centro di competenza Amra che vi costruiranno il Polo tecnologico dell' ambiente. Spiegano dalla società: «Nell' area di Bagnoli sono già sorti circa 30 ettari di Parco dello sport nei quali vi è un' estesa diffusione di piante e verde pubblico e proprio negli ultimi giorni è stato dato il via alla gara per la progettazione esecutiva, realizzazione e gestione per i primi tre anni del primo lotto di un Parco urbano che avrà un' estensione di 120 ettari. L' intera area potrà perciò usufruire di molte più zone verdi rispetto a oggi». E il taglio degli alberi senza appalto o contratto? «L' area nella quale sono stati abbattuti i pini - continuano da Bagnolifutura-è stata interessata di recente da carotaggi, bonifiche e movimento di mezzi pesanti. Tutto questo ha provocato problemi di sicurezza agli alberi. Uno è caduto la settimana scorsa. Era un intervento da fare ad horas e la società si è servita di una delle imprese che già lavorano a Bagnoli». Una spiegazione che indica come superflua l' autorizzazione della sovrintendenza. La parola al magistrato, per la convalida del sequestro preventivo. Intanto Paolo Russo, parlamentare del Pdl attacca: «Dopo aver messo in ginocchio i cittadini adesso se la prendono con gli alberi. La sinistra continua a sfregiare il territorio della Campania».