l. n. DISMESSA la vecchia saracinesca di ferro, in via Castrofilippo alla Kalsa sono tornati visibili i piloni d' ingresso del teatro Garibaldi. Erano quelli dell' antico giardino di palazzo Ajutamicristo, la residenza aristocratica che sorge proprio alle spalle, e sulla cui area verde il teatro fu edificato, probabilmente nel 1861, per iniziativa del compositore palermitano Pietro Cutrera. «Le fondazioni del teatro poggiavano direttamente su terreno vegetale - dice l' assessore al Centro storico Maurizio Carta - per questo è stato necessario rafforzarle». È il primo impatto col nuovo volto del teatro Garibaldi, anzi del cantiere - Garibaldi ancora per qualche mese, che "Repubblica" ha visitato in anteprima. Uno spazio versatile, un teatro polifunzionale che recupera la sua identità storica ma assume anche la funzione di "macchina culturale", capace di ospitare manifestazioni artistiche 365 giorni l' anno. Per ora è ancora uno spazio vuoto tutto da immaginare, il Garibaldi dopo 2 anni e 4 mesi di lavori di restauro, condotti dal Comune con i fondi di Agenda 2000: 3 milioni e 824 mila euro del finanziamento regionale sono già stati spesi, e a giugno i lavori per il restauro strutturale e l' impiantistica erano già completati. Ma per la riapertura bisognerà attendere ancora «la seconda parte dell' anno - annuncia Carta - perché per evitare il rischio di perdere l' ultima tranche di soldi europei, e accelerare la conclusione dei lavori», a fine novembre il Centro storico ha impegnato altri 320 mila euro di somme residue dell' assessorato: serviranno per l' acquisto delle poltroncine della platea, arredi e apparecchi di illuminazione. I bandi sono già pronti ed entro l' estate tutto dovrebbe essere collocato ma lo studio sulla soluzione da adottare, (150 poltroncine fisse secondo l' impianto del teatro ottocentescoo la platea modulabile, a "scomparsa" secondo il progetto originario redatto dall' architetto Giuseppe Marsala) è attualmente in fase di studio da parte di Centro storico e Soprintendenza ai beni culturali. «Ma stiamo pensando a un' anteprima dell' inaugurazione tra la fine di maggio e i primi di giugno - dice Carta - un evento teatrale da inserire nei festeggiamenti per i 150 anni dell' Unità d' Italia, visto che questo teatro fu inaugurato proprio da Garibaldi nel 1862». Poi ci sarà da affrontare il problema della gestione. Finita l' epoca dell' affidamento a titolo gratuito, il Comune penserà a individuare con un bando pubblico i futuri gestori. Nelle more di vedere anche la platea definita, ecco il nuovo look del teatro: recuperata la volumetria originaria della struttura, dotato l' ingresso di un' alta cancellata, nella sala sono state restaurate le parti di controsoffitto ligneo ancora esistenti e l' arco scenico: solai nuovi di zecca anche nei palchi, dove il colore rosso originario è stato mantenuto e cancellato invece il giallo che vi era stato sovrapposto. Per motivi di sicurezza (i corridoi di accesso troppo stretti) i palchi non saranno più usati per il pubblico, ma all' esterno accoglieranno installazioni di arte contemporanea. Anche ciò che resta dell' apparato decorativo della volta, con l' effigie femminile (raffigurante Anita Riberio, moglie dell' eroe dei due mondi) e i cartigli con le battaglie garibaldine ha ritrovato i suoi colori accesi dopo il restauro. Sul palcoscenico invece l' arco del retropalco è tornato visibile e sul fondo, ecco le porte che introducono agli ambienti di servizio, camerinie sartoria nuovi di zecca, climatizzati come tutto il teatro con pompe di calore. Un recupero, però, che ha suscitato una levata di scudi da parte dell' ex direttore artistico Matteo Bavera. «Il recupero della connotazione archeologica era uno dei tratti distintivi del progetto - taglia corto l' assessore Carta - noi, però, abbiamo cercato un punto di equilibrio tra rifacimento e storia recente del Garibaldi, per restituire l' identità storica ma anche uno spazio versatile, da usare tutto l' anno per eventi culturali». Oggi alle 12, però, Bavera, che a Carta ha anche inviato una lettera aperta, invita la cittadinanza a portare un fiore davanti l' ingresso del Garibaldi: un gesto simbolico per chiedere l' immediata riapertura del teatro.
PALERMO - Soffitti lignei e nuovi arredi ecco il nuovo 'Garibaldi'
Il teatro Garibaldi di Palermo è stato riaperto dopo 2 anni e 4 mesi di lavori di restauro. Il progetto di recupero della struttura è stato condotto dal Comune con i fondi di Agenda 2000. Il teatro è stato restaurato per recuperare la sua identità storica, ma anche per renderlo uno spazio versatile e polifunzionale. Il recupero della connotazione archeologica era uno dei tratti distintivi del progetto, ma l' assessore Maurizio Carta ha spiegato che il progetto ha cercato un punto di equilibrio tra rifacimento e storia recente del teatro. Il teatro sarà dotato di nuovi arredi, poltroncine e apparecchi di illuminazione.
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