Una risposta a De Bartolomeo Un uso strumentale ed infondato di uno strumento, invece, di grandissima utilità di Angela Barbanente Vi sono argomenti che ogni tanto tornano alla ribalta. E a nulla valgono gli sforzi da me operati per fornire chiarimenti a candidati del centro-destra e alla Confindustria se, come tipicamente accade in campagna elettorale, gli argomenti sono usati in modo strumentale da chi, essendo evidentemente a corto di proposte, non trova di meglio da fare che demolire in modo infondato, inesatto e scomposto il lavoro svolto dall'amministrazione in carica. Oggetto degli strali degli uscenti consigliere regionale Attanasio e presidente di Confindustria De Bartolomeo, come riportato da Barilive del 23 marzo u.s, è il Piano paesaggistico territoriale regionale che bloccherebbe lo sviluppo edilizio della Puglia. Ora, preoccupa che un consigliere esperto e un imprenditore edile non sappiano che le uniche parti del piano che possono avere conseguenza diretta sulla destinazione dei suoli dei vigenti piani urbanistici sono quelle interessate da vincoli paesaggistici. Vincoli già vigenti ai sensi della legge 1497 del 1939, del cd decreto Galasso o del PUTTPaesaggio approvato nel 2001. Caso mai, per questo aspetto, abbiamo avuto il merito, che ci è stato riconosciuto sia dalla comunità locale sia dal Ministero in sede di co-pianificazione, di aver finalmente rappresentato su cartografia aggiornata e accurata, in modo chiaro e condiviso con il Ministero, il perimetro di questi vincoli, ripristinando certezza del diritto e trasparenza in un campo per troppo tempo dominato dal contenzioso. Ancor più infondata è l'ipotesi che i vincoli in questione (e ogni altra parte del piano regionale) possano avere incidenza su lottizzazioni e permessi di costruire già approvati dai Comuni. Tempus regit actum: il piano avrà efficacia sugli interventi che, al momento della sua adozione, non siano stati ancora adottati o approvati. Non vorrei che il principio della retroattività delle norme, che il governo Berlusconi ha purtroppo praticato negli ultimi tempi, peraltro senza efficacia perché palesemente illegittimo, sia penetrato nel centro-destra pugliese. Di questo ci sarebbe di che preoccuparsi in questa regione, e non certo di un piano paesaggistico costruito con ampia partecipazione pubblica e interamente consultabile sul sito internet della Regione da oltre due mesi. E' utile, in conclusione, chiarire che il Piano, non ancora vigente, è in fase di e che è oggetto di co-pianificazione con il Ministero per i Beni e le Attività culturali ai fini dell'accordo previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio ed è aperto alla discussione pubblica in attuazione del processo di valutazione ambientale strategica. Quindi, se vi sono aspetti del Piano che non sono condivisi, che si avanzino proposte concrete di modifica della proposta. Ovviamente, ne terremmo conto cercando di conciliare i diversi interessi che su questo tema si confrontano. Assessore all'Assetto del Territorio della Regione Puglia
Il piano paesaggistico non può bloccare lo sviluppo della Puglia
Un piano paesaggistico regionale della Puglia è stato oggetto di critiche da parte di un consigliere del centro-destra e del presidente di Confindustria. L'assessore all'Assetto del Territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente, ha risposto affermando che il piano non blocherà lo sviluppo edilizio della regione, poiché le uniche parti che possono avere conseguenza diretta sulla destinazione dei suoli sono quelle già vincolate da leggi e decreti precedenti. Barbanente ha anche affermato che il piano è stato costruito con ampia partecipazione pubblica e che è aperto alla discussione pubblica. L'assessore ha invitato i critici a avanzare proposte concrete di modifica della proposta.
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