Saranno recuperati e protetti gli ultimi metri di pavimentazione ancora integra di uno tra i più antichi marciapiedi del mondo. La banchina, che è lunga circa quaranta metri e larga poco meno di un metro e mezzo, si trova negli scavi di Pompei, sul lato destro della via dell'Abbondanza, proprio lungo il tratto che dal Foro conduce al quadrivio di Olconio. Realizzato in cocciopesto (una malta impermeabile ottenuta mescolando calce spenta con mattoni e tegole minutamente frantumate) il pavimento ogni giorno viene calpestato da alcune migliaia di turisti e visitatori che percorrono quello che un tempo era il decumano inferiore della città, senza rendersi conto che stanno letteralmente camminando «sulla storia». L'area interessata, che è ancora pi preziosa perché in alcuni settori è arricchita da mosaici a forma di esagono, rischia dunque di scomparire sia per l'azione devastante delle calzature sia per opera dei fenomeni atmosferici. «Il progetto di salvaguardia che tra qualche settimana sarà messo in cantiere - rivela Marcello Fiori, commissario delegato per l'emergenza dell'area archeologica di Napoli e Pompei - tende appunto a tutelare questo documento scientifico e culturale più unico che raro». E questo perché il marciapiede appare di diversa fattura nelle zone interessate. Alle aree che conservano ancora i mosaici si affiancano zone di banchina coperte da cocciopesto decorato con frammenti di marmo bianco, inframmezzati da altri variamente colorati. Ovviamente, una tale tipologia di pavimento, arricchito da tessere di marmo, conferma quanto la via dell'Abbondanza fosse un'asse stradale importantissimo sia per le case private che vi si affacciavano sia per gli edifici pubblici (tra cui le terme Stabiane) che sull'arteria si aprivano. Senza tenere conto delle sedi di corporazioni di arti e mestieri o delle botteghe e delle osterie che offrivano cibo e bevande ai pompeiani e agli stranieri di passaggio. In effetti, si potrebbe mettere in relazione il tipo di abitazione o di bottega che si affacciava sul marciapiede così decorato con l'importanza di chi abitava o aveva negozio di fronte al quel tratto di banchina. Insomma, chi, nel I secolo dopo Cristo, a Pompei occupava posizioni di prestigio in ambito politico o sociale certamente poteva avere tutto l'interesse a dimostrarlo, anche con un marciapiede impreziosito da mosaici. «Dal canto nostro - sottolinea Fiori - transenneremo quel tratto del marciapiede affinché nessuno calpesti e danneggi per sempre una delle importanti testimonianze di questa città».