In sette mesi girandola di pubblicità sui ponteggi. E niente lavori Sotto il vestito, niente. Dietro il maxi-poster di una casa di moda che ammanta ora i ponteggi di palazzo Venezia, a sette mesi dall'installazione dei tubi innocenti non s'è visto ancora nessuno avviare seriamente il cantiere. Un restauro davvero di facciata , utile, più che al monumento, alla ditta che gestisce lo spazio pubblicitario in uno dei luoghi più centrali, visibili e remunerativi di Roma: il palazzo di piazza Venezia. La struttura metallica con la riproduzione in scala uno a uno dello splendido edificio quattrocentesco la cui bellezza architettonica non è stata oscurata neanche dal tragico ricordo di Mussolini dal balcone è stata montata a settembre. Sono passati sette mesi da allora. Sette mesi di réclame di auto, griffe e anche una bevanda gassata che l'intervento della Soprintendenza ai Beni architettonici ha però fatto togliere di grande carriera. Sette mesi di ricchi guadagni per la società che si è aggiudicata l'appalto. Eppure, fino alla settimana scorsa, nessun operaio è stato visto salire e scendere lungo le scale dell'imponente ponteggio. «Da ieri, veramente, dottò ci ha detto il venditore di caldarroste all'angolo con la piazzetta di San Marco è cominciata a colare acqua dall'alto. Vede quel camioncino parcheggiato lì, è degli operai.. Acqua che scende copiosa fino al marciapiede? Sono spuntati i restauratori? Ma i marmi non si puliscono con delicati liquidi nebulizzati? L'acqua sembrerebbe derivare da una ben più corrosiva lancia idraulica. Quale impresa è stata incaricata? Chi dirige i lavori? E soprattutto, quanto durano? Sei mesi, già passati, o i 12-15 mesi stabiliti dalla convenzione come limite massimo? Non si sa. Perché, accanto al gigantesco poster che domina palazzi napoleonici, chiese prestigiose e l'Altare della Patria, non c'è l'ombra del cartello di cantiere. Si pubblicizzano per òle ditte che hanno in gestione l'affare. Installazioni Maxi affissioni Carp Group ; Edil Max ; Urban Outdoor, Building communication . Lo scorso dicembre, a due mesi dall'avvio dei ponteggi, era stato il consigliere Pd Athos De Luca a denunciare su Repubblica l'installazione di un telone pubblicitario per un costo di 160mila euro. I lavori sono per la sistemazione della facciata. In realtà, si tratta di intonaci staccati che potevano essere sistemati con un intervento di urgenza . De Luca riferendosi alla caduta di piccoli frammenti nell' aprile 2009 segnalava anche che le imprese avrebbero ricavato 1000mila euro al mese per l'affitto delle pubblicità. Immenso guadagno rispetto all'esiguità dell'importo dei lavori: 160 o l70mila euro. Cifra da ritinteggiatura di un condominio moderno e non da restauro di un capolavoro dell'architettura rinascimentale, peraltro ripulito appena dieci anni fa. Dietro le pubblicità sulla facciata, nel palazzo coabitano in troppi: la Soprintendenza al Polo museale; quella ai Beni storico artistici del Lazio; la Biblioteca di storia dell'arte; la Sioi; parroco e suore di San Marco; soprattutto,il Museo nazionale . Un monumento-ginepraio, la cui tutela e cura degli interventi spetta alla Soprintendenza statale ai Beni architettonici di Roma.
Roma. Palazzo Venezia, poster infinito
Il palazzo di piazza Venezia, un monumento storico e architettonico, è stato oggetto di un maxi-poster pubblicitario per una casa di moda. I lavori di restauro sono stati avviati sette mesi fa, ma non si è visto nessuno lavorare. La struttura metallica con la riproduzione in scala dello splendido edificio quattrocentesco è stata montata a settembre. La Soprintendenza ai Beni architettonici ha fatto togliere la pubblicità per una bevanda gassata. I lavori sono stati avviati per un costo di 160mila euro, ma la Soprintendenza ha segnalato che gli imprese avrebbero ricavato 1000mila euro al mese per l'affitto delle pubblicità.
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