Appello degli albergatori a Renzi: «Assurdo assistere inerti a questo scempio» Dopo la revoca del commissariamento da parte del ministro Bondi, i Nuovi Uffizi rischiano la paralisi e ulteriori ritardi dei lavori. Non si sa più chi deve decidere: c'è una nuova squadra di tecnici nominati dall'ex commissario ma le competenze sono tornate alla soprintendenza. Riccardo Zucconi, vicepresidente nazionale di Confindustria alberghi, con l'intervento che ospitiamo, esprime la preoccupazione delle categorie economiche Stanotte mi è apparsa in sogno Penelope, decisamente arrabbiata. 3000 anni di reputazione guadagnata con la sua famosa tela, stanno per essere spazzati via dai lavori per i Nuovi Uffizi. I Nuovi Uffizi, già Vecchi prima di inaugurare, hanno abbondantemente superato i venti anni impiegati da Penelope e si accingono a stabilire un record che sarà difficilmente superabile nel mondo per una ristrutturazione interna. Ormai siamo alla farsa, un tutto contro tutti, un perverso gioco dell'oca, dove sovrintendenti, ministri, commissari, direttori, architetti, costruttori, giudici, avvocati si mischiano e si sovrappongono, tessere di un puzzle troppo complicato per essere compreso da qualsiasi cittadino normale. Peccato che gli Uffizi siano uno dei primi cinque musei del mondo per fama importanza. Peccato che siano con il Vaticano, il Colosseo e il Canal Grande, la grande icona che attrae in Italia milioni di visitatori e somme da capogiro di valuta pregiata. Peccato che la loro apertura, promessaci solennemente da tre ministri di diversi governi per il Giubileo del 2000, avrebbe significato un contributo importantissimo per aiutare Firenze e la Toscana, ma l'Italia stessa, ad uscire da una crisi economica difficilissima. Se l'arte è il nostro petrolio, quello che i cinesi non potranno mai copiare, gli Uffizi sono la benzina super, quella con cento ottani. Ricordiamo cosa ha significato per Parigi e la Francia, in termini economici e di immagine, il nuovo Louvre e la sua Piramide di vetro. Sembrava che il ministro Bondi avesse percepito l'importanza di tutto questo e avesse agito proprio per rendere più svelti i lavori. Purtroppo ci hanno mandato la "La banda del buco", dove incompetenza disonestà e ingenuità si sono unite formando una miscela esplosiva. Nel gioco dell'oca siamo di nuovo alla casella Sovrintendenza. o grande stima e rispetto per gli storici dell'arte. Persone che hanno dedicato la loro vita allo studio e alla difesa del nostro patrimonio, della nostra storia e cultura. Sempre con stipendi del tutto inadeguati. Fra loro ho ottimi amici ma non si può affidare a studiosi la gestione e la realizzazione di cose così pratiche e allo stesso tempo complesse. In tre anni non sono riusciti a mettere due baristi al Kaffeehaus di Boboli, restaurato con grande spesa di denaro pubblico e mai aperto. Rivolgo un appello al sindaco Matteo Renzi: «Signor sindaco non è possibile che Firenze assista inerte a questo scempio. Le nostre attività economiche: commercio, turismo, artigianato, ristorazione, soffrono da due anni come mai nel dopo guerra. Abbiamo bisogno degli Uffizi. Il Comune di Firenze su questa questione non ha, per una volta, nessuna responsabilità, nè presente nè passata. Si faccia sentire, pretenda una soluzione, si offra come garante al governo del completamento rapido e corretto dei lavori. Se necessario faccia includere i Nuovi Uffizi nella legge speciale o nell'anno vespucciano. Scelga Lei, insieme al ministro gli uomini giusti. A Firenze non mancano tecnici ed imprese competenti ed onesti. Questo nonostante gli ultimi scandali. Non tutto è così, non tutti sono così. Anzi. La città è piena di persone che sono pronte ad offrire la loro opera e il loro tempo per il solo semplice ed immenso amore per Firenze. Solo per Firenze. Per gli Uffizi e per tantissimi altre cose. Lo faccia. I fiorentini saranno con Lei».
Sindaco, salvi gli Uffizi dal baratro
Il vicepresidente nazionale di Confindustria alberghi, Riccardo Zucconi, esprime preoccupazione per i lavori per i Nuovi Uffizi a Firenze. Dopo la revoca del commissariamento, i lavori rischiano di paralizzare e ritardare ulteriormente. Zucconi chiede al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, di intervenire e offrire una soluzione per il completamento dei lavori. Egli sostiene che gli Uffizi sono una risorsa importante per l'economia locale e che la loro apertura sarebbe un contributo significativo per aiutare Firenze e la Toscana.
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