Nuovi sviluppi sulla vicenda dell'Archivio Vasari: le preziose carte del 500, comprese 17 lettere autografe di Michelangelo, custodite nella cassaforte del Museo di Casa Vasari ad Arezzo, dal 20 marzo sono state sequestrare dai Carabinieri del nucleo di tutela dei beni culturali su ordine della Procura della Repubblica di Roma. L'autorità giudiziaria ha emesso il provvedimento a seguito delle indagini da cui erano emersi «gravi indizi di reità per tentata truffa aggravata ai danni dello Stato, a carico di ignoti». In sostanza le perplessità relative alla vendita dell'archivio per 150 milioni di euro alla società russa Ross Engineering da parte dei proprietari Festari e sugli stessi acquirenti non convincono. E, come rilevano sia il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, che l'esponente Pd Walter Veltroni (che aveva presentato un'interpellanza), «è necessario fare definitiva chiarezza su tutta la vicenda, che ha troppi lati oscuri». Resta inoltre bloccata l'asta del bene, valutato 2,6 milioni di euro, su cui il ministero intende esercitare la prelazione. Intanto la famiglia Festari replica: «Non appena riceveremo la notifica, la impugneremo».
I carabinieri sequestrano le carte Vasari vendute ai russi
Nuovi sviluppi sulla vicenda dell'Archivio Vasari: le preziose carte del 500, comprese 17 lettere autografe di Michelangelo, custodite nella cassaforte del Museo di Casa Vasari ad Arezzo, dal 20 marzo sono state sequestrare dai Carabinieri del nucleo di tutela dei beni culturali su ordine della Procura della Repubblica di Roma. L'autorità giudiziaria ha emesso il provvedimento a seguito delle indagini da cui erano emersi gravi indizi di reità per tentata truffa aggravata ai danni dello Stato, a carico di ignoti. In sostanza le perplessità relative alla vendita dell'archivio per 150 milioni di euro alla società russa Ross Engineering da parte dei proprietari Festari e sugli stessi acquirenti non convincono. E, come rilevano sia il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, che l'esponente Pd Walter Veltroni (che aveva presentato un'interpellanza), è necessario fare definitiva chiarezza su tutta la vicenda, che ha troppi lati oscuri. Resta inoltre bloccata l'asta del bene, valutato 2,6 milioni di euro, su cui il ministero intende esercitare la prelazione. Intanto la famiglia Festari replica: Non appena riceveremo la notifica, la impugneremo.
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