BENI CULTURALI Il giallo delle preziose carte Il giallo di Vasari e delle sue preziose carte non ha fine e la vicenda della sua vendita segna oggi una clamorosa battuta d'arresto. I carabinieri hanno apposto i sigilli giudiziari sulle porte della stanza di Casa Vasari, ad Arezzo, che ospita l'Archivio. L'Archivio è stato sequestrato su ordine della procura di Roma che ha ipotizzato il reato di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato. Quell'archivio, che la famiglia Festari (proprietari del patrimonio) avrebbe venduto a un'ipotetica somma di 150 milioni di euro ai russi della Ross Engineering, non si può toccare più. Dopo l'annullamento dell'asta con la quale Equitalia Gerit tentava di rifarsi degli 800mila euro di debiti degli eredi Festari (e il decadimento del pignoramento per decorsi termini), l'Archivio sembrava ormai pronto per uscire dall'Italia alla volta della Russia. Mancavano pure poche ore al decadimento del diritto di prelazione da parte del ministero per i beni culturali (domenica prossima). Ma, colpo di scena, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico sono arrivati con i sigilli e un foglietto in tasca con il numero di registro generale delle notizie di reato e la scritta «bene sequestrato». L'ordinanza sarebbe partita il 20 marzo scorso, eppure nessuno ne sapeva nulla. Silenzio della sovrintendenza, dei legali dei Festari, mentre il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani cade dalle nuvole e sentenzia: «Adesso dobbiamo fare chiarezza». Non sarà semplice.
AREZZO - Sequestrato l'Archivio Vasari
I carabinieri hanno sequestrato l'Archivio di Casa Vasari ad Arezzo, che ospita preziose carte di Giorgio Vasari, su ordine della procura di Roma. L'Archivio era stato venduto a un'ipotetica somma di 150 milioni di euro ai russi della Ross Engineering. La vendita era stata annullata dall'Equitalia Gerit per i debiti degli eredi Festari, ma il pignoramento era decaduto per decorsi termini. Il ministero per i beni culturali aveva anche il diritto di prelazione, ma non era stato informato della vendita. I carabinieri hanno apposto i sigilli giudiziari sulla porta dell'Archivio e hanno sequestrato il bene.
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