POGGIOMARINO. Salviamo gli scavi archeologici di Poggiomarino, che rischiano di sparire per far posto alle fogne, ma tuteliamo anche i cittadini. Questo il senso dell'appello che l'associazione Codici Campania Centro per i diritti dei cittadini ha inviato alla Soprintendente Archeologa di Napoli e Pompei, Maria Rosaria Salvatore, associandosi alle preoccupazioni del gruppo archeologico Terramare 3000 , a proposito del destino della villa romana di via Fontanelle, a Poggiomarino. I resti della villa, che risale al I secolo avanti Cristo, sono venuti alla luce ormai diversi mesi fa, nel corso dei lavori per costruzione del collettore fognario, nell'ambito della depurazione del fiume Sarno. Il commissario di Governo per il superamento dell'emergenza socio-economica-ambientale del fiume Sarno, il generale Roberto Jucci, ha preso atto della presenza di ritrovamenti archeologici di un certo rilievo ma, di fatto, aspetta che la Soprintendenza ai Beni Archeologici si pronunci. «Il risultato è che i lavori per un servizio importantissimo come quello della depurazione del fiume Sarno non vanno avanti, ma allo stesso tempo non si fa chiarezza su un possibile tesoro storico e archeologico. E chi viene penalizzato più di tutti è il cittadino ed il territorio in cui vive, spiega Giuseppe Ambrosio, segretario regionale di Codici Campania. Da tempo il Gruppo Archeologico Terramare 3000 sta sollecitando le istituzioni per una presa di posizione chiara, non escludendo la possibilità di segnalare di eventuali comportamenti inadeguati alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, oltre che al Ministero stesso, al Consiglio Superiore dei Beni Culturali e alla Presidenza della Repubblica. Ora l'associazione Codici ha scritto alla Soprintendente archeologa di Napoli e Pompei sollecitando una decisione rapida, volta a chiarire finalmente la questione. "La Sovrintendenza dica se vuol porre il vincolo archeologico su via Fontanelle e lo dica in fretta. Viceversa anche noi penseremo di chiedere l'intervento della magistratura" conclude Giuseppe Ambrosio.