Ex patrimonio Cragnotti. Un futuro da albergo per l'edificio di Santa Fosca VENEZIA - Palazzo Giovanelli a Santa Fosca ritorna di fatto in vendita. E con esso la possibilità che a Venezia apra un nuovo albergo. A dir la verità l'immobile non era mai stato tolto dai mercato, ma lo scorso 31 marzo 2009 il ministero dei Beni culturali aveva messo un macigno sulle speranze della Cirio Immobiliare di trovare un compratore dello storico edificio quattrocentesco. Il ministero aveva infatti dichiarato di interesse culturale il presunto studio originale dell'artista Romeo Dall'Era, maestro del restauro dei marmi di chiese e palazzi lagunari, nato a Venezia nel 1884 e morto nel 1958. «Ubicato in alcune stanze ai pianterreno e nel vasto cortile prospiciente - era stata la descrizione contenuta nella dichiarazione - conserva i cimeli ed i modelli, nonché alcuni strumenti di lavoro e molte opere finite dello scultore decorate». Nei giorni scorsi però il vincolo è stato cancellato dal Tar del Veneto, che ha accolto il ricorso di Cirio Immobiliare con gli avvocati Angelo Clarizia e Pier Vettor Grimani. I legali avevano infatti spiegato che Dall'Era non aveva mai lavorato lì, in quanto il suo storico studio era sempre stato in Fondamenta Minotto fino al 1970, dunque anche dopo la sua morte. Solo nel 1984 i figli, che avevano proseguito l'attività, si erano spostati a Palazzo Giovanelli. Dunque i presupposti per la dichiarazione di interesse culturale non c'erano. «Perché si possa parlare di studio d'artista, deve essere ricreato tale ambiente, così da conservare un reale collegamento con la vita e con l'opera dell'artista - ha concordato il Tar - Nella fattispecie in esame mancano gli elementi per poter ritenere che il laboratorio sito nel Palazzo Giovanelli costituisca uno studio d'artista». Il palazzo faceva infatti parte, insieme ad altri due stabili - a Roma e Piacenza - del patrimonio della società del gruppo di Sergio Cragnotti, che aveva acquistato i 5 mila metri quadri del palazzo nel 1998 con l'obiettivo di farci un albergo. Dopo il crac, dal 2005 il gruppo in amministrazione straordinaria sta cercando di venderlo. All'epoca era stato stimato 12,2 milioni di euro.