Undicimila euro per condonare un ampliamento di 50 metri quadrati. È questo il tariffario in una città-tipo della Campania, secondo il disegno di legge regionale che rende meno ampio - e più caro - sanare un abuso. Certo, il disegno andrà converito in legge dal Consiglio regionale, operazione che in Campania non è mai scontata, ma per la giunta guidata da Antonio Bassolino, capofila della rivolta delle Regioni contro il condono edilizio imposto dal centro, sarà fondamentale non mancare l'appuntamento. Se entro l'11 novembre la Regione non avrà legiferato, infatti, varranno le regole generali, molto più permissive, e un anno di battaglie a colpi di ricorsi (peraltro vinti) alla Corte costituzionale sarà vanificata. Ma cosa è sanabile in Campania? E quanto e come si dovrà pagare? Ecco il dettaglio delle norme, con l'avvertenza che ci si basa su un testo ancora non definitivo, anche se approvato ufficialmente dalla Giunta. Quando. Le scadenze restano uniche nazionali. L'ultima versione, dopo tanti decreti e rinvii da parte del governo centrale, prevede che le domande vanno presentate al Comune dove è stato commesso l'abuso non prima dell'11 novembre e non oltre il 10 dicembre 2004. Cosa. La Regione ha ristretto molto i confini della sanatoria, fissando un tetto di 150 metri cubi, in pratica una cinquantina di metri quadrati, contro i 750 metri cubi nazionali. In Campania sono di fatto escluse le nuove costruzioni, che erano invece sanabili secondo la normativa generale. Sono invece condonabili gli ampliamenti, purché nel limite del 10 per cento rispetto al volume precedente, anche in tale caso un limite più severo di quello previsto nella legge nazionale, che consente ampliamenti fino al 30 per cento. Resta identico in tutta Italia il limite temporale di ultimazione delle opere: entro il 31 marzo 2003. Dove. La legge nazionale non pone limiti territoriali, mentre la Campania ha escluso dalle aree condonabili diciotto comuni dell'area vesuviana, le aree demaniali e le zone soggette a vincoli. Quanto. La Regione ha deciso di aumentare del 10 l'oblazione che permette di ottenere il condono e di raddoppiare gli oneri di concessione, destinando il ricavato ai Comuni. Gli importi da versare dipendono dalla dimensione del Comune e dalla tipologia dell'abuso. In caso di un ampliamento per uso residenziale, la tariffa-base è di 100 euro al metro quadro. Da notare che secondo la legge i massimali sanabili si misurano in volumi (cioè in metri cubi), mentre le imposte si pagano sulle superfici, quindi sui metri quadrati, pari in genere a un terzo dei metri cubi. In Campania la tariffa-base di 100 euro a metro quadrato sale a 110 euro. Se l'immobile non è destinato a residenza, la tariffa base è di 150 euro, che salgono a 165 in Campania. All'oblazione si sommano gli oneri di concessione, il cui importo dipende dalla superficie e dalle dimensioni del Comune. Si va da un minimo di 38 euro per i centri sotto i 10 mila abitanti (che in Campania raddoppiano e diventano 76 euro) a un massimo di 89 euro per i centri oltre i 300 mila abitanti come Napoli, importo che come si è detto raddoppia e che nel capoluogo partenopeo sale a 178 euro. Fatti i conteggi, per sanare un abuso di 50 metri quadrati occorre spendere 9.300 euro in un piccolo centro; 11.000 euro in una cittadina fra i 10 e i 100 mila abitanti (come Avellino, Benevento e Caserta); 12.600 euro a Salerno e 14.400 euro a Napoli. Come si paga. Il versamento va fatto sul conto corrente postale 255000. È possibile rateizzare ma in misura molto limitata. Occorre distinguere tra l'oblazione vera e propria (cioè i 110 euro a metro quadrato) e gli oneri di concessione (i 178 euro nel caso del Comune di Napoli). L'oblazione può essere suddivisa in tre rate: la prima, pari al 30 dell'importo con un minimo di 1.700 euro, da versare contestualmente alla presentazione della domanda, quindi entro il 10 dicembre 2004. La seconda e la terza rata, di uguale importo, vanno versate una entro il 20 dicembre e l'ultima entro il 31 dicembre 2004. Tempi meno rigidi, invece, per gli oneri di concessione: anche in questo caso il 30 va versato contestualmente alla domanda, con un minimo di 500 euro, mentre la parte restante può essere versata in una o più soluzioni purché entro il 31 dicembre 2006. I dubbi. Le regole potrebbero ancora cambiare. In particolare la Regione Campania potrebbe approvare un testo diverso da quello desiderato dalla Giunta Bassolino. Oppure potrebbe non approvarlo affatto. In tale ultimo caso, per inadempienza regionale, nel territorio varrebbero le regole nazionali. E quindi il tetto salirebbe da 150 a 750 metri cubi e gli oneri diventerebbero meno salati. Non cambierebbero, invece, le scadenze per le domande e per i versamenti. --------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Abusi insanabili in 18 Comuni Nessuna sanatoria in un'area di oltre mezzo milione di abitanti: è quella compresa nei diciotto Comuni della cosiddetta "zona rossa" vesuviana, area dove si cerca piuttosto di ridurre la pressione abitativa. I diciotto Comuni che il disegno di legge preparato dall'assessore regionale all'Urbanistica Marco Di Lello vorrebbe esclusi da ogni sanatoria sono: Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Pompei, Portici, Sant'Anastasia, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase.
ABUSI EDILIZI - CAMPANIA: La normativa per i condoni
Il disegno di legge regionale approvato dalla Giunta di Antonio Bassolino prevede un tariffario più alto per sanare gli abusi edilizi in Campania. Le norme prevedono un tetto di 150 metri cubi per gli ampliamenti e un limite di 10% rispetto al volume precedente. La Regione ha anche deciso di aumentare l'oblazione e gli oneri di concessione, destinando il ricavato ai Comuni. Le scadenze per le domande e i versamenti sono entro l'11 novembre e il 10 dicembre 2004. La legge nazionale non pone limiti territoriali, ma la Campania ha escluso 18 comuni dall'area condonabile.
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