Questione di giorni. Tre per l'esattezza. Poi l'archivio Vasari potrebbe «volare» a Mosca, acquistato dal magnate Vasilij Stepanov per la cifra strabiliante di 150 milioni di euro contro i 2,6 milioni valutati dal perito del ministero per la base d'asta. Parola degli avvocati della famiglia Festari, erede dell'archivio, che ieri hanno spiegato la ormai nullità (in base all'articolo 53 primo comma del dpr 602 del 1973) del provvedimento di pignoramento del bene e dunque dell'asta disposti da Equitalia per un debito di 700 mila euro degli attuali proprietari con il fisco. «Sono trascorsi i 120 giorni dopo i quali il provvedimento di pignoramento perde di efficacia hanno spiegato gli avvocati Marchetti e Cosulich. A questo punto resta il diritto di prelazione del ministero che però decade a mezzanotte del 28 marzo». Dunque, partita chiusa e archivio ai russi? Assolutamente no. Equitalia e ministero dell'Ambiente sono pronti alla controreplica. Che si annuncia ancora una volta sorprendente con voci di novità «esplosive» capaci di ribaltare per l'ennesima volta questo atipico thriller artistico-culturale.
Archivio Vasari, fra tre giorni può essere in Russia
Questione di giorni. Tre per l'esattezza. Poi l'archivio Vasari potrebbe volare a Mosca, acquistato dal magnate Vasilij Stepanov per la cifra strabiliante di 150 milioni di euro contro i 2,6 milioni valutati dal perito del ministero per la base d'asta. Parola degli avvocati della famiglia Festari, erede dell'archivio, che ieri hanno spiegato la ormai nullità (in base all'articolo 53 primo comma del dpr 602 del 1973) del provvedimento di pignoramento del bene e dunque dell'asta disposti da Equitalia per un debito di 700 mila euro degli attuali proprietari con il fisco. Sono trascorsi i 120 giorni dopo i quali il provvedimento di pignoramento perde di efficacia hanno spiegato gli avvocati Marchetti e Cosulich. A questo punto resta il diritto di prelazione del ministero che però decade a mezzanotte del 28 marzo. Dunque, partita chiusa e archivio ai russi? Assolutamente no. Equitalia e ministero dell'Ambiente sono pronti alla controreplica. Che si annuncia ancora una volta sorprendente con voci di novità esplosive capaci di ribaltare per l'ennesima volta questo atipico thriller artistico-culturale.
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