Equitalia deve ripartire dal pignoramento La Telenovela Vasari non tradisce i suoi affezionati telespettatori nè il ritmo narrativo secondo il quale ogni puntata ha bisogno di una sorpresa. Eccolo allora l'ultimo colpo di scena: i tempi per effettuare l'asta sono scaduti senza che Equitalia procedesse a mettere in vendita l'Archivio, ora bisogna ricominciare daccapo. Parola degli avvocati dei Festari, il romano Alberto Marchetti e l'aretino Guido Cosulich, cui non manca certo il gusto della suspense. La Spa di proprietà del Tesoro che deve riscuotere il debito degli eredi con il fisco (700 mila euro) non replica ufficialmente, ma qualcosa nel meccanismo che pareva oliatissimo dell'incanto pare effettivamente essersi arenato. Da qualche giorno, infatti, gli aficionados delle carte rinascimentali compulsavano nervosamente l'albo pretorio del Comune alla ricerca del bando d'asta, annunciato per l'inizio della settimana. E invece niente. La spiegazione, secondo Marchetti e Cosulich, è semplicissima: l'asta non si può più fare, almeno per ora, almeno non fino a quando non saranno state rinnovate le procedure. Il marchingegno di questo nuovo pasticcio giuridico sta nell'articolo 53 del Dpr che regola le gare promosse dai concessionari dello stato in materia di riscossione dei crediti. Lì si dice che il pignoramento decade se non viene seguito entro 120 giorni dal primo incanto. Ebbene, il vincolo conservativo sull'archivio risale all'11 novembre e i tempi sarebbero dunque scaduti l'11 marzo. Equitalia aveva fissato la gara per il 9 ma, come si ricorderà, quella stessa mattina arrivò il provvedimento sospensivo del giudice Agnese Di Girolamo. Tutto bloccato, dunque, fino alla pronuncia definitiva del magistrato, avvenuta il 19 marzo. E' vero che con la sua ordinanza la dottoressa Di Girolamo ha revocato la sospensione, ma a quel punto nel calcolo dei 120 giorni ne erano già trascorsi 118 (compresa la pausa del provvedimento cautelare) e dunque ne restavano solo due per l'effettuazione dell'incanto. Equitalia non ce l'ha fatta a fissare una nuova data in un lasso così ristretto. Che succede allora? Secondo l'interpretazione che della norma danno i legali dei Festari, a questo punto bisogna ricominciare tutto daccapo, ossia dalla notifica del precetto, l'atto con il quale il creditore invita il debitore a saldare la somma, e quindi dalla ripetizione del pignoramento. Se ne andrà almeno un altro mese e per gli eredi, tutt'ora impegnati nella chiusura dell'accordo con i russi di «Ross Engineering», che si sono impegnati a pagare 150 milioni di euro, è tutto tempo guadagnato. Anche perchè sia Marchetti che Cosulich considerano nullo lo stop imposto dalla sovrintendenza all'affare, con la dichiarazione che la comunicazione del trasferimento di proprietà non è valida. «Il diritto di prelazione dello stato - calcolano gli avvocati - decadrà il 28 marzo, abbiamo dato al ministero tutte le delucidazioni che ci hanno chiesto, non vediamo cosa d'altro possano chiedere». In verità, qualcosa da chiedere lo stato, ossia la sovrintendenza archivistica per la Toscana, ancora ce l'ha, ovvero il deposito della traduzione in italiano di alcuni documenti e la loro autentica. Ma, par di capire, anche su questo fronte si sta aprendo un'altra guerra giudiziaria dagli esiti incerti. Di questi passi, infatti, non resta che un ricorso al Tar. Coi Festari che considerano già perfezionato il contratto con la «Ross» e lo stato che invece dichiara tutto nullo e mai avvenuto. Grande insomma è la confusione sotto il cielo. Se poi, secondo il famoso detto di Mao, la situazione sia anche eccellente è un altro discorso. Di certo, come annuncia lui stesso, oggi l'avvocato Marchetti, che non è solo un consulente legale ma anche un protagonista dell'affare-affaire di prima grandezza, volerà di nuovo a Mosca per mettere a punto le prossime mosse con gli interlocutori russi, a cominciare dal presidente di «Ross» Vassily Stepanov. Tutti i particolari alla prossima puntata, che sarà preceduta da un adeguato riassunto degli appuntamenti precedenti. Lo sceneggiato, telenovela o soap opera che dir si voglia continua. Non perdetevi le ultime sorprese.