I tecnici rifiutano le nomine. La Marino: «Sospendete i lavori» La replica di Fabbri. Ministero: "Cantiere alla Soprintendenza» I Nuovi Uffizi tornano alla Soprintendenza. Dopo un lungo silenzio, il Ministero per i Beni e le attività culturali prende finalmente posizione sulla competenza dei lavori. Ma l'impressione è che la situazione di impasse per il cantiere - sfiorato dall'inchiesta sui Grandi Eventi - sia arrivata a un punto di non ritorno. E anche se i protagonisti della travagliata vicenda si trincerano nel riserbo più assoluto, a parlare sono le lettere. Missive spesso dai toni infuocati, che esprimono le diverse posizioni in gioco. "In vista dell'imminente revoca dello stato di commissariamento - spiega una nota dal Ministero - è prevista l'automatica restituzione di tutte le competenze amministrative e tecniche agli uffici periferici cui spettano ordinariamente i compiti assegnati alla struttura commissariale». Il 5 marzo scorso, il ministro Sandro Bondi aveva revocato la commissaria Elisabetta Fabbri, ma la competenza sul cantiere, per il momento, è ancora sua. La stessa Fabbri, alla vigilia delle sue dimissioni, il 16 marzo scorso, ha nominato una nuova squadra di tecnici i quali, però, non hanno accettato gli incarichi. A prendere carta e penna per comunicare il rifiuto sarebbe stato, tanto per cominciare, l'architetto Antonio Godoli che ha «manifestato perplessità sulla legittimità dell'atto» di nomina, e ha comunicato ai soprintendenti «anche a nome dei colleghi pure nominati nella direzione dei lavori, cioè i tecnici Antonio Russo, Claudia Gerola, Michele Grimaudo, l'indisponibilità a svolgere il ruolo di direttore dei lavori». La soprintendente ai beni architettonici Alessandra Marino, da parte sua, ha paventato in un'altra lettera indirizzata a vari organismi una sospensione dei lavori nel cantiere giudicati dalla funzionaria «in una situazione di assoluta irregolarità nei confronti della normativa vigente anche con individuazione di gravi responsabilità penali». La Marino parla di irregolarità anche rispetto alle nomine fatte dal commissario poiché alcuni tecnici - in particolare Godoli nominato come direttore dei lavori e Grimaudo come coordinatore della sicurezza - non avrebbero, per motivi diversi, le abilitazioni necessarie ai ruoli indicati. Una missiva a cui la commissaria Fabbri si affretta a rispondere, sempre per iscritto. «L'affermazione per cui il direttore dei lavori da me nominato non avrebbe potuto essere designato mi pare dubbia: suggerirei maggiore cautela a definire tale nomina illegittima». Fabbri, in sostanza, rimanda la palla alla Marino: «Vorrà essa stessa provvedere nella sua responsabilità a proporre, a chi di dovere, altro soggetto ritenuto pi idoneo, o ad assumersi la responsabilità di un'eventuale inerzia». Nel caos generale, l'unico che sembra avere le idee chiare è Learco Nencetti, del sindacato Confsal-Unsa, che ancora una volta torna a proporre di tornare all'assetto precedente al commissariamento chiedendo «il riaffidamento immediato del cantiere agli indesiderati architetto Paola Grifoni nel ruolo di responsabile unico del procedimento, e dell'architetto Giorgio Pappagallo come direttore dei lavori, gli unici competenti ad evitate ulteriori danni e sprechi dei soldi pubblici».