È stata direttrice degli Uffizi per 20 anni precisi, fino al 2005. Ma Annamaria Petrioli Tofani alla Galleria di anni ne ha passati quasi 40. Oggi è in pensione. Vive a Firenze, si tiene in contatto con i suoi ex colleghi. Sa della situazione assurda in cui versa il museo e conosce ogni piega di quel progetto Nuovi Uffizi che non ha mai condiviso. Ma nemmeno lei avrebbe mai immaginato quanto sta succedendo. «E' un pasticcio. E' pazzesco. Ma credo che i problemi abbiamo una origine ben precisa». Quale? «Nessuno vuole assumersi la responsabilità. E in particolare mi riferisco a quella architettonica e storica di un progetto fatto a Roma che sta massacrando questo povero edificio cinquecentesco». Si spieghi meglio... «Penso allo scalone di San Pier Scheraggio, a quello dietro alla Loggia dei Lanzi. Gli Uffizi e chi ci ha lavorato come me per anni lo sa bene, sono un contesto delicatissimo. L'architetto di oggi ha mandato a carte quarantotto quello che avevano fatto gli architetti di ieri». Ma c'è un progetto approvato da una commissione di saggi di cui tra l'altro ha fatto parte anche lei... «E' vero, ma mi rifiutai di sottoscrivere quel progetto. Noi e intendo io, Antonio Godoli, Antonio Natali, Alessandro Cecchi, Caterina Caneva e Giovanni Agosti ne avevamo fatto un altro. Non avrebbe stravolto gli Uffizi, sarebbe costato meno e non avrebbe imposto chiusure al museo. Se lei ha buona memoria, nessuno di noi partecipò alla presentazione del progetto attuale. E io dissi che se ci avessero messo il mio nome li avrei denunciati tutti». Alla fine un progetto è stato approvato. E i cantieri non si possono fermare di nuovo. Non crede? «Se fosse passato il nostro i Nuovi Uffizi sarebbero pronti». Prima l'allontanamento della soprintendente Grifoni, poi il commissariamento, le dimissioni. E ora il caos. Come è stato possibile tutto questo? «Se le competenze fossero state lasciate a Firenze questo non sarebbe successo. Come è stato per il Grande Louvre. Si sono messi da parte professionisti che hanno dedicato una vita agli Uffizi. Non può venire uno da fuori e dire facciamo così. Sono state prese decisioni assurde. E' pazzesco quanto sta accadendo e a me dispiace intanto per i miei colleghi che non si meritavano di trovarsi in questo bailamme. C'è grande turbamento».