La Marino, il Ministero e la Fabbri «litigano». I troppi problemi irrisolti. Il caos è totale Se non altro, non ci si annoia. Ogni giorno una novità. Ma che non risolve niente, anzi, se possibile rende ancor più torbide le acque. Nel cantiere dei Nuovi Uffizi regna il caos. Tutti che scrivono, che alimentano la burocrazia e nessuno che dimostra di avere a cuore il cantiere e il rinnovamento del museo. A cominciare dai due soprintendenti - Acidini (Polo Museale) e Marino (beni architettonici) - che invece di esser presenti nel momento della massima confusione hanno visto bene di recarsi - per impegni precedentemente assunti, non dubitiamo - una a New York e l'altra a Ferrara. Speriamo abbiano fatto buon viaggio. Intanto il cantiere resta acefalo, senza una direzione e senza controlli alla sicurezza. Tutte materie che potrebbero interessare l'autorità giudiziaria, soprattutto nel momento in cui si pone tanta attenzione sui temi della sicurezza nei posti di lavori. Vedremo. Intanto veniamo alle notizie di giornata. In data 24 marzo la soprintendente Marino, ha scritto una lettera indirizzata al Ministero dei Beni Culturali, alla Direzione Regionale dello stesso, alla soprintendente Acidini, al responsabile dell'Unità tecnica di Missione, al dimissionario commissario delegato Fabbri e perfino al consorzio delle ditte che lavorano nel cantiere, le quali potrebbero anche chiedere danni se si verificasse una sospensione dei lavori. Infatti è proprio questa l'ipotesi paventata dalla soprintendente a causa della «situazione di assoluta irregolarità nei confronti della normativa vigente anche con individuazione di gravi responsabilità penali». Inoltre definisce «illegittime» le nomine fatte dal commissario Fabbri poiché alcuni tecnici non avrebbero, per motivi diversi, le abilitazioni necessarie ai moli indicati. Così la soprintendente chiede al ministero istruzioni precise su come agire. In uno scarno comunicato, ieri pomeriggio il Ministero ha diffuso una nota si ribadisce che «in vista dell'imminente revoca dello stato di commissariamento del progetto Nuovi Uffizi, è prevista l'automatica restituzione di tutte le competenze amministrative e tecniche agli uffici periferici cui spettano ordinariamente i compiti temporaneamente assegnati alla struttura commissariale». La formula è sibillina, ma si comprende che secondo il Mibac la Marino potrebbe già azzerare le suddette nomine «illegittime» e farne di nuove. All'inizio queste sarebbero temporanee, poi, una volta revocata ufficialmente la Fabbri, diverrebbero definitive. Ma intanto, come detto, la Marino preferisce girare tra gli stand del «Salone del restauro» di Ferrara invece di preoccuparsi del cantiere dei Nuovi Uffizi. Nella vicenda si inserisce anche una nuova lettera che la Fabbri ha scritto in risposta a quella della Marino. Suggerendo «maggiore cautela» nel definire «illegittima» la nomina dell'architetto Godoli a direttore dei lavori, la Fabbri ricorda alla Marino che è stata nominata da lei responsabile del procedimento e quindi è nelle condizioni di fare nuove nomine. La situazione, come si può intuire, è al limite del grottesco, ingarbugliata a tal punto che Learco Nencetti, coordinatore regionale del sindacato Confsal-Unsa, propone di tornare all'assetto precedente al commissariamento chiedendo «il riaffidamento immediato del cantiere agli indesiderati architetto Paola Grifoni nel molo di responsabile unico del procedimento, e dell'architetto Giorgio Pappagallo come direttore dei lavori, gli unici competenti ad evitate ulteriori danni e sprechi dei soldi pubblici». Il Mibac affiderebbe alla soprintendente il potere di «revocare» le nomine «illegittime» del commissario delegato; intanto i lavori proseguono senza direttore e senza sicurezza.
Firenze. Nuovi Uffizi: è guerra burocratica
Il cantiere dei Nuovi Uffizi è in stato di caos, con la soprintendente Marino che ha scritto una lettera al Ministero dei Beni Culturali e alla Direzione Regionale, denunciando la situazione di assoluta irregolarità e chiedendo istruzioni precise su come agire. Il Ministero ha risposto con una nota che prevede l'automatica restituzione delle competenze amministrative e tecniche agli uffici periferici, ma la Marino sembra preferire girare tra gli stand del Salone del restauro di Ferrara. La Fabbri, commissario delegato, ha scritto una lettera in risposta, suggerendo maggiore cautela nella definizione dell' illegittimità della nomina dell'architetto Godoli.
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