Il ministro: «Tocca al soprintendente». Il commissario Fabbri: «Ora scelga la Marino» Nuovi Uffizi, Maggio, Scuola Marescialli sono tre cantieri in mezzo al guado non solo giudiziario. Investiti dall'inchiesta di Affaropoli e poi, a cascata, da un intreccio di nomine, dimissioni, sentenze del Tar, obbligo di rimborsi, veleni anche personali che di fatto hanno paralizzato ogni attività. Ora sono gli Uffizi al centro della bufera. «Il cantiere tornerà alla soprintendenza ai beni architettonici di Firenze appena verrà revocato il commissariamento governativo per la gestione dei lavori". E' quanto precisa il ministero per i Beni e le attività culturali in una nota. «Il ministero - si legge nella nota - intende ribadire che in vista dell'imminente revoca dello stato di commissariamento del progetto Nuovi Uffizi, è prevista l'automatica restituzione di tutte le competenze amministrative e tecniche agli uffici periferici cui spettano i compiti temporaneamente assegnati alla struttura commissariale». «Si ricorda a tal proposito - prosegue la nota - che il segretario generale del Mibac assicura il coordinamento e l'unità dell'azione amministrativa e coordina gli uffici di livello dirigenziale generale. Risultano, pertanto, prive di attendibilità e di qualsivoglia fondamento giuridico le ipotesi di avocazione al segretariato generale dei compiti attribuiti per legge alle soprintendenze». Così il ministro tenta di dirimere i nodi intricati su strutture di missione, arresti (Della Giovampaola e Miccichè), revoche annunciate (il commissario Elisabetta Fabbri). La stessa Fabbri, dimettendosi poi dall'incarico il 16 marzo, ha nominato una nuova squadra di tecnici. Con l'architetto Alessandra Marino responsabile unico del procedimento.. Ad oggi, però, nonostante le dimissioni, il commissario Fabbri resta competente sul cantiere dei Nuovi Uffizi. Un incarico per il quale il ministro Sandro Bondi il 5 marzo scorso aveva annunciato la revoca, al fine «di rendere possibile da parte della magistratura - così disse il ministro - il pieno accertamento dei fatti» oggetto dell'inchiesta giudiziaria. La situazione di impasse è provata anche dal rifiuto dei tecnici nominati dal commissario Fabbri a costituire il nuovo staff per gestire il cantiere tanto che l'architetto Antonio Godoli ha «manifestato perplessità sulla legittimità dell'atto» di nomina, e ha comunicato ai soprintendenti «anche a nome dei colleghi pure nominati nella direzione dei lavori, cioè i tecnici Antonio Russo, Claudia Gerola, Michele Grimaudo l'indisponibilità a svolgere il ruolo di direttore dei lavori». Risponde la Fabbri: la nomina che io ho fatto dell'architetto Godoli come direttore dei lavori è legittima. In ogni caso poichè, come riconosce l'architetto Marino, al responsabile del procedimento spetta promuovere la costituzione dell'ufficio di direzione dei lavori e poichè Alessandra Marino è stata correttamente nominata responsabile del procedimento, provvederà lei stessa a proporre a chi di dovere altro soggetto ritenuto più idoneo e ad assumersi la responsabilità di eventuale inerzia». Caustico l'attacco di Learco Nencetti, del sindacato Unsa, che propone di riaffidare «il cantiere alla soprintendente Paola Grifoni e all'architetto Pappagallo». Sul fronte dell'inchiesta, il tribunale del riesame di Firenze intanto ha respinto ieri mattina le istanze di scarcerazione presentate dai legali del provveditore alle opere pubbliche della Toscana e dell'Umbria Fabio De Santis (ora sospeso), dell'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli e dell'avvocato Guido Cerruti, arrestati per corruzione il 4 marzo per le indagini sulla costruzione della nuova scuola marescialli dei carabinieri nel capoluogo toscano. De Santis e Piscicelli sono detenuti in carcere, Cerruti è agli arresti domiciliari. Con lo stesso dispositivo - che riunisce le posizioni dei tre arrestati - il tribunale ha rigettato anche la parte in cui gli avvocati chiedevano il trasferimento degli atti dell'inchiesta da Firenze a Roma per competenza territoriale.